Perché non fare lo stesso allo stadio Benelli? Dedichiamo una tribuna a Daniele Mei

Il sacrosanto tributo a chi a quei colori ha dato. Alla maniera antica. Col cuore e le domeniche appollaiato alla balaustra bianca dell’hangar di viale dei Partigiani. In ere in cui lo sport cambia come vestiti i protagonisti in campo, è necessariamente sufficiente onorare chi, senza mai cambiare casacca, è stato l’icona dei colori

Il sacrosanto tributo a chi a quei colori ha dato. Alla maniera antica. Col cuore e le domeniche appollaiato alla balaustra bianca dell’hangar di viale dei Partigiani. In ere in cui lo sport cambia come vestiti i protagonisti in campo, è necessariamente sufficiente onorare chi, senza mai cambiare casacca, è stato l’icona dei colori.

Stesso discorso per gli altri sport, il calcio in primis. Perché non onorare alla stessa maniera, in casa Vis Pesaro, lo storico capo della curva, Daniele Mei?

Curva che al Benelli, fisicamente, è esistita solo per pochi anni (la ’Montecatini’), lato attuale parcheggio, ma che spiritualmente nacque anche grazie a Daniele e ai suoi direttivi storici. Sarebbe dunque carino, se non doveroso, pensare ad una intitolazione anche dalle parti del Benelli.

Magari nel caso nascesse, in futuro, una curva fisica, tallone d’Achille d’uno stadio cui vogliamo tutti un bene dell’anima. Da una parte curva Piccoli, dall’altra curva Mei, due angeli del tifo e dello sport ’antico’ che oggi non va più di moda, ma resta il migliore di quelli possibili.