"Personaggio rinascimentale". Quell’amicizia con Mario Botta che li portò fino in Corea

Intanto giunge il cordoglio del ministro della Cultura Sangiuliano

"Personaggio rinascimentale". Quell’amicizia con Mario Botta che li portò fino in Corea

Al centro, Vangi e Botta all’inaugurazione della scultura in piazza Toschi Mosca

Il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano ha ricordato ieri l’opera di Giuliano Vangi con questa nota: "Esprimo sentito cordoglio per la scomparsa di Giuliano Vangi, un grande protagonista della scultura italiana del Novecento che, con la sua opera, ha saputo cogliere e trasmettere il senso del sacro che è proprio dell’arte". Ennesima testimonianza a questo artista che con le sue opere ha dato lustro anche all’Italia.

Intanto Vittorio Sgarbi, che sarà oggi ai funerali in Duomo, ha ieri chiesto attraverso il Carlino di ricordare con una mostra le opere di Giuliano Vangi. Un omaggio a questo grande scultore e pittore. "Pensare a Rocca Costanza come spazio espositivo sarebbe molto bello, un’idea da condividere – dice il sovrintendente Luigi Gallo che ora diventa anche responsabile museale della fortezza degli Sforza –. La metterei certamente a disposizione, ma al momento non è possibile utilizzarla perché devono essere ancora eseguiti dei lavori e manca l’uscita di sicurezza". Tutto rinviato.

Una mostra sui disegni preparatori degli ultimi 70 anni di Giuliano Vangi è in fase di allestimento. Ma a Chiasso, in Svizzera, e tra gli organizzatori c’è l’architetto Mario Botta, amico personale da ormai molti anni di Vangi. L’ultimo lavoro insieme è stata la basilica di Seul in Corea. "Insieme a Giuliano, in questi ultimi mesi – dice Botta che oggi sarà ai funerali in Duomo –, abbiamo scelto i disegni per questa mostra che andrà a ripercorrere i 70 anni della sua vita artistica. E domani (cioè oggi, ndr) a salutarlo saranno con me tutte le persone che hanno lavorato per l’organizzazione di questa esposizione-ricordo di questo grande artista". Un Botta che è stato spesso accanto a Vangi in questi anni e che così lo ricorda. "Un personaggio di grande cultura e chi ci mancherà per la sua sapienza. Io lo definerei un personaggio rinascimentale. Attraverso lui passava tutto il sapere del fare artigianale, era geniale, era anche un alchimista. Era soprattutto una fonte inesauribile di una conoscenza che attraversava i secoli. Il sapere di Vangi attraversava il tempo, ed era un mago sotto diversi aspetti. Conosceva le tecniche, non solo della scultura ma anche della pittura. Era la storia secolare che si riproponeva in uomo".

Un Vangi che negli ultimi mesi era affascinato dalla Pietà Rondadini di Michelangelo, che riteneva la massima espressione dell’arte del genio del Rinascimento. Più che una statua un pensiero puro. Una chiave di lettura arriva proprio da Mario Botta: "Perché quella statua è proprio un pensiero che viaggia attraverso i secoli ed è un interrogativo che si rinnova sempre, perennemente. Una statua di grande spiritualità. Anche una statua che Michelangelo ha scolpito quando non era ormai più giovane". Botta, che ha lavorato assieme a Vangi anche nella realizzazione della basilica di Seul in Corea, aggiunge a questo proposito: "Giuliano è stato geniale perché in quella basilica ha inventato la doppia lettura. Disegni che si leggono sia davanti che dietro. Vedi la scena e pensi che sia finito tutto in quella immagine. Invece passi sotto, ci giri attorno e trovi che l’immagine prosegue con un’altra lettura. Geniale. Una grande perdita perchè era veramente l’ultimo uomo del Rinascimento".

m.g.