Perugini: "Mi hanno rubato l’auto, un furto su commissione. Occhio, accade anche qui"

Il presidente del Consiglio comunale Marco Perugini è vittima di un furto d'auto su commissione. Consiglia l'uso di geolocalizzatori nascosti per facilitare le indagini e recuperare il veicolo rubato.

Perugini: "Mi hanno rubato l’auto, un furto su commissione. Occhio, accade anche qui"

Marco Perugini accanto alla sua Ford Kuga. Dalle riprese delle telecamere ha visto l’auto in viaggio con i ladri a bordo

Tra le vittime dei furti d’auto su commissione c’è anche Marco Perugini, presidente del Consiglio comunale, a cui hanno rubato la sua nuova Ford Kuga. Sono tali quei furti messi a segno per ricavare pezzi di ricambio specifici o, più raramente, clonare il veicolo che circolerà dopo che ne sono stati cancellati e sostituiti telaio e targa. "Purtroppo è quello che ho imparato a mie spese" osserva Perugini. I ladri per prendergli l’auto sono venuti nottetempo dalla Puglia, in mano un foglietto con su scritta la targa del veicolo attenzionato e una volta trovato parcheggiato vicino alla residenza, bellamente, se ne sono impossessati. "Per gli investigatori – osserva Perugini –, i ladri non ci hanno messo molto ad individuarla, mentre per aprirla, metterla in moto e portarsela via ci avranno impiegato sui cinque minuti scarsi. Grazie al sistema di telecamere che monitorano il perimetro urbano ho la foto della mia auto che alle 5,48 del mattino se ne va da Pesaro, imboccando il casello autostradale, per approdare, passate le 9, nel foggiano".

La sua auto aveva il sistema di rilevazione geosatellitare?

"Sì, ma come mi hanno spiegato in questura, i ladri sanno disattivare i dispositivi di serie. Gli agenti mi hanno consigliato uno stratagemma utile alle indagini".

Quale consiglio?

"Quello di occultare uno o due geolocalizzatori all’interno dell’abitacolo dell’automobile. Infatti la prima cosa che fanno i ladri è di disattivare i rilevatori satellitari che molte auto hanno di serie, ma non possono sapere di geolocalizzatori aggiuntivi, se ben nascosti".

Si tratta di dispositivi costosi? "No, si vendono a prezzi contenuti e sono molto diffusi sul mercato. E’ certo che se ne avessi avuto uno in più in auto avrebbe fatto la differenza: la polizia avrebbe saputo dove trovare l’auto e io mi sarei accorto per tempo del furto, ricevendo un alert. Per questo vorrei condividere con la cittadinanza questo consiglio: furti su commissione come quello accaduto a me, nella nostra città, non sono frequenti, per fortuna, ma farsi trovare preparati costa poco e potrebbe fare la differenza. Anche perché sono in tanti quelli che preferiscono comprare l’automobile a rate. Oggi, anche io, mi ritrovo ad onorare il mio impegno, senza però avere più il mezzo a disposizione. Agevolare al massimo le indagini aumenta le possibilità di recuperare la propria vettura. Altrimenti il danno è doppio: si continua a pagare la rata per un’auto di cui non si ha più disponibilità".

In passato il fenomeno dei furti d’auto su commissione è stato rilevato anche nel fanese. La variante della clonazione è quasi scomparsa, visto che con le macchine elettroniche, alla prima revisione, le centraline ricollegano lo storico del mezzo. Invece il fenomeno relativo allo smercio dei singoli pezzi è certamente ancora molto conveniente. "Sì – conclude Perugini – gli investigatori sanno di casi in cui i pezzi di ricambio sono stati smerciati anche tramite siti commerciali on line, molto popolari. In particolare la mia poteva avere di molto appetibile le batterie, visto che si trattava di un modello di auto ibrida".

Solidea Vitali Rosati