Più fatti e meno patti. Ma aspettiamo fiduciosi

Il giornalista Roberto Fiaccarini esprime scetticismo verso i patti e gli accordi nel settore abitativo, criticando la mancanza di concretezza nel "Patto dell'abitare" firmato dal Comune. Sottolinea la necessità di azioni concrete anziché tavoli di concertazione.

Mettiamo subito le mani avanti: siamo prevenuti. Siamo, cioè, allergici ai patti, ai tavoli di concertazione, agli accordi di programma, alle mozioni e a tutto quell’infinita varietà di cose che gli amministratori inventano e che quasi sempre finiscono esattamente nello stesso punto in cui cominciano: nell’affollata conferenza stampa iniziale, in cui in tanti dicono di tutto. Speriamo con tutto il cuore di sbagliarci in questo caso.

Ma mettetevi per un attimo nei panni di uno che è in difficoltà economiche, non sa dove sbattere la testa per trovare casa e che stamattina legga che in Comune hanno firmato il ‘Patto dell’abitare’ per le fasce più deboli. Una volta che ha letto tutto, dalla prima all’ultima riga, alla fine cosa diavolo deve pensare? Dice il comunicato stampa del Comune che "le nuove progettualità daranno sostegno alle famiglie per il loro accesso all’abitazione in affitto e in proprietà". Bene: ma come, dove, quando? Inoltre i firmatari del patto vogliono "trovare nuove forme finanziarie e fare un censimento del patrimono pubblico e privato delle residenze". Passi per quello privato, ma non abbiamo da nessuna parte uno straccio di censimento del patrimonio pubblico? Comune ed Erap non sanno quante case hanno?

Come dicevamo, non potevano mancare i tavoli di concertazione, che nel caso specifico si chiamano ‘Tavoli dell’abitare’: i firmatari del patto, sempre loro, ci si siederanno intorno ogni tre mesi per fare un monitoraggio dei risultati (senza contare che in mezzo ci sono anche le elezioni, ma lasciamo stare).

Ripartiamo dalla premessa: siamo prevenuti e quindi saremmo felicissimi di essere smentiti fra tre, sei, nove mesi, cioè dopo ogni "tavolo dell’abitare". Ma in linea generale, sarebbe meglio che gli amministratori facessero al contrario, cioè che annunciassero in pompa magna: un anno fa abbiamo fatto un patto di cui vi abbiamo lasciati completamente all’oscuro, ora abbiamo 300 appartamenti da affittare a prezzi incredibilmente vantaggiosi, fatevi avanti. Più fatti e meno patti, ve ne saremmo grati tutti.