Riceci, lo strappo di Forza Italia: "Via dalla maggioranza in Provincia. Gambini? Decida da che parte stare"

La coordinatrice Elisabetta Foschi e la consigliera Fernanda Sacchi annunciano l’uscita degli azzurri "Decisivo il caso della discarica. Il sindaco di Urbino? Resta vicepresidente in un contesto di centrosinistra".

Riceci, lo strappo di Forza Italia: "Via dalla maggioranza in Provincia. Gambini? Decida da che parte stare"
Riceci, lo strappo di Forza Italia: "Via dalla maggioranza in Provincia. Gambini? Decida da che parte stare"

Fernanda Sacchi, consigliere in Provincia, lascia la maggioranza. "La casa dei sindaci", lista che sostiene il presidente Giuseppe Paolini nel secondo mandato perde un pezzo importante, dal momento che la Sacchi era, nella maggioranza, l’unico esponente ad avere in tasca una tessera di centrodestra: il partito di Sacchi, infatti, è Forza Italia. Ieri il vertice provinciale di Fi ha voluto rimarcare non solo il fallimento di un progetto politico – la lista di Paolini era basata su larghe intese –, ma anche il peccato più grave commesso dall’amministrazione Paolini: il "RiceciGate", lo scandalo della discarica per rifiuti speciali individuata in un’area inopportuna, sia per ragioni di dissesto idrogeologico (la zona è piena di calanchi) che paesaggistiche (pur trovandosi a Petriano, è belvedere da Urbino città patrimonio Unesco).

Perché questa sconfessione arriva a due anni dal mandato?

"Siamo allibite dallo scaricabarile del presidente Paolini e dalla maldestra manovra compiuta dal centrosinistra di addossare al centrodestra e in particolare indicando la Regione come colpevole, le scelte sul caso Riceci. L’uscita, ultima del sindaco Ricci, poi, è inaccettabile". A rispondere sono la coordinatrice di Forza Italia Elisabetta Foschi, la consigliera provinciale Fernanda Sacchi e la responsabile Enti locali, Margherita Mencoboni.

In che senso?

"La Provincia – osserva Foschi – avrebbe potuto cassare il progetto della discarica già il 13 gennaio, all’indomani dello scadere dei termini per la società Aurora di provvedere alle prescrizioni del Genio Civile rispetto alle criticità mosse sull’individuazione del sito di Riceci. Invece la Provincia ha concesso una proroga ad Aurora fino ad agosto, in ossequio alla convenienza politica attuale".

Quale convenienza politica? "Il sindaco Ricci ha ottenuto, in questo modo, che la bagarre sul tema non avesse rispercussioni sul voto di giugno".

Perché la responsabilità del RiceciGate sarebbe da addossare al centrosinistra, quando il vicepresidente della Provincia è Maurizio Gambini, sindaco di Urbino?

"Gambini non ha tessere di partito in tasca: ha vinto le elezioni con una lista civica supportata dal centrodestra in Comune. Lui stesso si definisce un civico. Con Sacchi non più in maggioranza sarà vicepresidente di una maggioranza di centrosinistra in Provincia. Se a lui spetta decidere dove e con chi vuole stare, è invece chiara la responsabilità del centrosinistra riguardo gli errori compiuti sul caso Riceci".

Perché?

"Le responsabilità sulla discarica di Riceci sono tutte del centrosinistra e del Pd in particolare nel momento in cui la discarica è progettualmente nata e approvata in sede di consiglio d’amministrazione di Marche Multiservizi. Un cda dove non siede nessuno di Forza Italia e nemmeno del centrodestra. Se vogliamo ribadirlo siedono in quel cda esponenti nominati da Pesaro, quale Comune detentore delle quote maggiori e quindi significativo nella definizione dei patti parasociali. Questi rappresentanti hanno votato sia l’ingresso di Marche Multiservizi in Aurora, con una operazione poco chiara, ma anche il rpgetto della discarica di Riceci. Il giorno dopo il voto, Ricci e Paolini hanno cominciato a dire che non sapevano nualla della discarica e nemmeno di Marche Multiservizi in Aurora. Ricci ha detto che serviva un piano B e che la questione si sarebbe dovuta risolvere dopo le elzioni di giugno. Insostenibile".

Solidea Vitali Rosati