Salario minimo Lotta che unisce (quasi) tutti

Presentata l’iniziativa: banchetti dei partiti dell’opposizione per raccogliere le firme, poi riunione finale. "Conta la proposta, non chi la fa"

Salario minimo Lotta che unisce (quasi) tutti

Salario minimo Lotta che unisce (quasi) tutti

di Teobaldo Bianchini

Tutti uniti per il salario minimo. Questa la frase che riesce a portare al tavolo della sala rossa di Pesaro tutti i partiti locali (tranne Italia Viva) che attualmente rappresentano l’opposizione al governo Meloni per lanciare la raccolta firme per il salario minimo anche sul territorio pesarese. Nasce tutto da un’idea dell’assessora dei Cinque Stelle, Francesca Frenquellucci: "Seguiamo la linea di Conte, primo firmatario di questa proposta di legge al Governo, per mandare da qui un messaggio a livello nazionale che, su temi condivisibili e giusti, ci vede insieme per il bene della società". Di fatto al tavolo si può vedere una scena quasi impensabile, ovvero Azione allo stesso tavolo dei Cinque Stelle.

"Come abbiamo sempre sostenuto non si tratta di stare con una forza piuttosto che un’altra. Azione è al fianco delle idee giuste e in questo caso il salario minimo è una misura fondamentale da realizzare per rendere i lavoratori liberi e non schiavi. Chi non è qui oggi perde una grande occasione, non di mettersi in mostra bensì di sostenere una proposta importante per la nostra società" afferma il segretario cittadino di Azione, Giovanni Amati. Dell’iniziativa, nello specifico, parla poi Maurizio Micheletti, vice rappresentante del gruppo territoriale di Pesaro per i 5 stelle: "Ogni singolo partito realizzerà propri banchetti da qui a fine mese per raccogliere le firme per poi, il 23 settembre, ritrovarci ad un unico banchetto in via Branca, senza bandiere o simboli, perché è la proposta che conta, non chi la fa".

"C’è chi dice che si può evitare tutto ciò perché c’è la contrattazione collettiva ma in realtà il salario minimo non è un ostacolo verso quest’ultima, bensì un aiuto" - prosegue Alessandro Cirelli, responsabile provinciale di +Europa PU - "Dobbiamo allinearci all’Europa dove è già in vigore in 22 Stati dell’Ue su 27". "Le condizioni dei lavoratori sono peggiorate in maniera inaccettabile. Questo Governo sembra combattere una guerra contro i poveri. Proporre un salario minimo di 9 euro lordi non risolverà tutto ma è un punto di partenza verso la dignità dei lavoratori" - sostiene Luigi Marini, referente di Sinistra Italia PU. Sulla stessa linea l’assessora pesarese di Europa Verde, Maria Rosa Conti: "Da Pesaro parte un segnale importante su un contenuto importantissimo. Non deve esistere protagonismo per battaglie etiche e morali. Non avere uno stipendio dignitoso ti estranea dalla società e l’articolo 3 della Costituzione ci incarica di eliminare questo tipo ostacoli".

Conclude poi la conferenza Giampiero Bellucci, segretario PD Pesaro: "Questa mattina ho fatto un conto… 9 euro lordi per un full time significa circa 1200 euro netti. L’articolo 36 della Costituzione dice che il lavoro deve permetterti di metter su famiglia. Voi che dite? Un’ora di lavoro può costare meno di 9 euro? Ovviamente questa è la cifra di partenza per le categorie di partenza, indirettamente da qui andrà a riformarsi il salario di ogni lavoratore".

Al termine di tutto ciò, all’unisono, un messaggio su eventuali coalizioni per le elezioni in vista (europee e comunali): "Oggi dimostriamo come su temi comuni si può essere uniti, per le alleanza elettorali bisognerà confrontarsi sui programmi e, se ci si troverà in accordo sulla maggioranza dei temi si potrà ragionare nell’ottica di un campo largo. Ora però non è tempo di trattative, ma di salario minimo!".