Simbolo di un calcio che tutti rivogliamo

L'articolo esalta Marco Nappi come simbolo di un calcio etico e nostalgico, capace di emozionare e risvegliare il senso di appartenenza alle radici sportive della città di Pesaro. Si auspica un ritorno a quei valori e a quei giocatori che hanno segnato un'epoca, contrapponendoli alla freddezza e alla standardizzazione del calcio moderno.

Simbolo di un calcio che tutti rivogliamo

Simbolo di un calcio che tutti rivogliamo

Guidelli

Marco Nappi, riscovato dalla curiosità innata del nostro Amedeo Pisciolini, è un simbolo. Non solo sportivo. Ma etico. E’ la rappresentazione concreta di un calcio morto e sepolto, ma che in molti vorremmo resuscitare. Una domandina facile facile: ma chi ricorda, tranne rare eccezioni, i giocatori delle società professionistiche dell’ultimo lustro? Pochi patiti. E forse neanche loro. Forse solo qualche maniacale collezionatore di statistiche e numeri sterili. Ma sui gradoni degli stadi nostrani continueranno a risuonare cognomi che ci scaldano il cuore, ci fanno alzare le braccia al cielo e sventolare bandiere che ormai non esistono quasi più. Nappi è come via Branca o il lungomare, sa di Pesaro e della sua storia. Ci emoziona e smuove qualcosa, soltanto a sentirlo parlare. I campionati di oggi cosa smuovono? Solo i ricordi di allora. E allora largo spazio a queste interviste che stuzzicano l’intelletto, colmano di senso lo sport e le squadre che rappresentano una città. Chiudete gli occhi. Ripensate a quel giorno, con la Ternana. Nappi con le braccia alzate. La laterale esplodere. Non è affatto vero che il tempo è perduto. Si può recuperare quella dimensione. Meno professionismo, silenzi stampa e strani codici etici, e più senso del cuore. Basterebbe poco per recuperare ’i Nappi del passato’ e crearne di attuali. Che poi, se vogliamo, farebbero più marketing delle attuali statuine che parlano a comando e dicono sempre le stesse ovvietà. Perché, a quei tempi, Nappi e compagni ebbero il potere di diventare statuine del Subbuteo, in un mitico negozio di giocattoli della città che vendeva confezioni di quel gioco da tavolo inglese con dentro una squadra biancorossa, che ribattezzò Vis Pesaro e che riempì le case dei bimbi della città. Il marketing nasce anche dal cuore, oltre che dall’intelletto. Noi rivogliamo quel calcio. Quello sport. Quei simboli. Quegli esempi. Grazie a tutti quei Marco Nappi che ne hanno disegnato i tratti.