Soria, muro contro muro: "Stop alla maxi variante". Raccolte oltre mille firme

Ieri sera nuova riunione del comitato: le garanzie del Comune non bastano. Predisposto un documento da presentare al sindaco e all’assessore .

Soria, muro contro muro: "Stop alla maxi variante". Raccolte oltre mille firme

Soria, muro contro muro: "Stop alla maxi variante". Raccolte oltre mille firme

"No cemento". "No, alla chiusura di via Caboto". "No imbuto in via Agostini". Ieri sera, per trovare la sede della protesta dei cittadini di Soria contro la variante di Largo Tre Martiri, bastava seguire gli striscioni appesi, bianco su nero, a caratteri cubitali con pochi, ma efficaci slogan. L’appuntamento dei soriani si è tenuto nella sala parrocchiale e non più in biblioteca a Baia Flaminia. Certamente i tre grandi striscioni torneranno utili anche per le prossime mobilitazioni tra cui i banchetti per continuare a raccogliere le firme – ad oggi oltre mille – e per testimoniare, con forza, il proprio dissenso in occasione del Consiglio comunale, lunedì prossimo. L’incontro è stato effervescente, animato da una sessantina di persone interessate a far rispettare le ragioni di un quartiere intero. In estrema sintesi è stato letto il testo di una lettera da protocollare in Comune, affinché arrivi sul tavolo dell’assessore Mila Della Dora e all’attenzione dei consiglieri. L’obiettivo della lettera è quello di ribadire le istanze dei residenti firmatari e in particolare ottenere l’annullamento della variante. Le rassicurazioni dell’assessore Della Dora sulla viabilità non hanno evidentemente tranquillizato i residenti, che temono comunque la prospettiva, che resta inserita del Prg, della chiusura di un tratto di via Caboto.

"Non capiamo come si possa prevedere di chiudere una strada per fare contenti tre privati – urla un signore tra le prime fila –. Questo nel documento va messo. L’avete inserito questo punto?". Andando a leggere la bozza di documento che verrà inviato all’attenzione del sindaco Ricci e del Consiglio comunale per ottenere un ripensamento sulla variante emergono molte delle osservazioni già affermate di persona all’assessore, nell’incontro infuocato di mercoledì 13 marzo. Oltre a chiedere l’annullamento o la revisione o lo spostamento della capacità edificatoria legata al comparto centrale (composto dai due lotti di 495 metri quadrati di proprietà comunale e dai 191 metri quadrati del privato) i cittadini hanno osservato riguardo alla necessità di rivedere la previsione viabilistica del Prg. Quale? Quella che, una volta riconosciuta la capacità edificatoria sul lotto da 495 metri quadri operata dalla variante al vaglio del Consiglio, potrebbe far scattare la previsione viabilistica invisa ai residenti (la chiusura per 123 metri di via Caboto e l’istituzione per 156 metri del doppio senso di via Agostini). Il nodo del contendere è questo.

Di contorno, durante l’incontro sono state dettagliate le esigenze tutte legate ad ottenere garanzie sulla sicurezza stradale. "La zona verde, da Prg – ha osservato l’avvocato Rosalia Cipolletta – tale deve rimanere. Anzi deve essere piantumata con alberi di alto fusto e creato un giardino per i residenti, vista la necessità di alleggerire il carico urbanistico, combattere l’inquinamento ambientale. Non è edificando su quel pezzetto nevralgico che il sindaco ripetta lo slogan tanto amato del ‘Costruiamo sul costruito’".

"Con la chiusura dell’ultimo tratto di via Caboto e conseguente canalizzazione del traffico in via Agostini – osserva il testo – attraverso la costruzione della bretella, si andrebbe a creare un imbuto, dando luogo a lunghe file di macchine, con il rischio che, nelle ore di maggior transito, sempre più frequenti durante la giornata, potrebbero persino impedire il transito dei mezzi di soccorso. Per la stessa ragione non si comprende dove, chiudendo l’ultimo tratto di via Caboto, passerebbero le imbarcazioni del cantiere navale". E via con l’elenco di osservazioni più che concrete legate alla sicurezza e alla vivibilità della zona.