TeatroCust2000: quaranta anni di innovazione

Il gruppo celebra e ricorda la propria storia. Anche Carlo Bo lo sostenne e finanziò.

TeatroCust2000: quaranta anni di innovazione
TeatroCust2000: quaranta anni di innovazione

Il pensiero di allestire un evento con oggetti di scena, video e contributi che richiamavano un passato lungo oltre quattro decenni la spaventava, perché temeva che le avrebbe dato l’impressione "di rivedere le foto di un amore che non c’è più". Alla fine, però, alla vista dei tanti amici che hanno partecipato a una festa durata tre giorni, nel Foyer di Teatro Sanzio, Donatella Marchi, una dei tre fondatori di TeatroCust 2000 e primo direttore artistico dell’associazione, si è ricreduta, ringraziando tutti e rendendosi conto "che, in fondo, non è così".

Fondato nella stagione 1980-’81, Teatrocust 2000 ha atteso la fine della pandemia per celebrare i propri 40 anni e oltre di attività, partita tra i palazzi e le vie di Urbino, in seguito legandosi anche all’Università (di cui Marchi era docente), e, nel tempo, portata in tanti luoghi d’Italia e d’Europa. Proprio Marchi, che le diede vita insieme al collega docente Gualtiero De Santi e ad Anna Fiaccarini, ne ripercorre la storia: "All’inizio eravamo noi soci e ogni anno tenevamo dei laboratori per gli studenti, scegliendo poi i migliori. Le persone non sono mai mancate, anche se lavoravamo con poco: molte lezioni le facevamo all’aperto, passando ore a esercitarci in campagna, prima di entrare nei teatri. Col tempo, la cosa si è strutturata, grazie anche a Carlo Bo. Nel 1990, gli chiesi aiuto per portare l’associazione al Festival d’Avignone: pagò di tasca propria la trasferta per metà delle persone, il resto lo coprimmo con gli incassi fatti in Francia. Fu una bellissima esperienza, così come il viaggio fatto a San Pietroburgo, nel 2007, grazie a uno scambio formativo. Abbiamo prodotto tante cose, tra cui eventi per Urbino quali Refresh/Notte, realizzato nel 2013 per controllare lo svago notturno, creando palchi aperti e partecipativi, sostenuti pure dalla Regione. Di recente, il passo che ho sentito di più è stato lo studio su Veronica Giuliani, santa di Mercatello sul Metauro, che ha portato a due pièce. Ricordo con affetto anche una messa in scena del “San Paolo“, di Pier Paolo Pasolini: fu una sceneggiatura difficile da ottenere, perché vietata dal clero. Io però ci riuscii e la portai anche a Roma, a Trastevere. Come? Lo feci di nascosto – ammette, ridendo –, anche se poi lo vide pure la cugina di Pasolini, che apprezzò".

Tutte le opere inscenate da Teatrocust 2000 sono state registrate e, di recente, restaurate dalla Cineteca di Bologna. Oggi, l’associazione tiene laboratori aperti a tutte le età, svolgendo le proprie attività nella Sala Vecchiotti (Cappella musicale), concessa dal Comune, sempre con lo stesso spirito: "Il nostro è un lavoro di ricerca in funzione della formazione e in dialogo con la sperimentazione – spiega Marchi –. Le cose non sono cambiate molto, negli anni, anche se ci siamo avvicinati al settore video, soprattutto per la pandemia. Continuiamo a lavorare con gli studenti e cerchiamo di non lasciare la formazione, perché troppo trascurata: oggi, nelle scuole, il teatro è fatto male".

Nicola Petricca