Trattori, la protesta che non finisce. Altro presidio, e domani in piazza

Oltre 100 agricoltori riuniti davanti all’ex cinema Metropolis: "La gente deve conoscere i nostri problemi"

Trattori, la protesta che non finisce. Altro presidio, e domani in piazza

Trattori, la protesta che non finisce. Altro presidio, e domani in piazza

La protesta dei trattori continua e da ieri mattina, anche a Pesaro, agricoltori ed allevatori sono tornati a manifestare. Oltre 100 gli operatori che sono in presidio fino a domani nel parcheggio di fronte al Cinema Metropolis, per chiedere ancora una volta la revisione della normativa Europea sulle politiche agricole, il contrasto alla concorrenza sleale che arriva soprattutto dall’estero e maggior tutele per il loro lavoro, sempre più a rischio.

"Anche oggi abbiamo deciso di far sentire la nostra voce – spiega Gabriele Rossi, agricoltore e tra gli organizzatori dei presidi pesaresi – perché pensiamo sia necessario informare i cittadini, che a loro volta sono consumatori, su che cosa sta succedendo. Per chi ha la terra, frutteti o animali non esistono le giornate di festa, facciamo un lavoro molto duro di cui siamo orgogliosi ma oggi ci troviamo ad alzarci la mattina e pensare: riuscirò a portare a casa il pane per la mia famiglia?". Si sentono strozzati da quelle che sono le quotazioni delle materie prime come grano e cereali e dai prodotti di importazione, provenienti per esempio dal Canada, dalla Turchia o dalla Russia: "Ci chiamano imprenditori – prosegue Rossi – ma oggi non siamo in grado di fare un business plan per le nostre attività. Non possiamo determinare i prezzi delle nostre materie prime: il nostro grano non va in commercio mentre si preferisce quello di provenienza estera trattato con il glifosato. I cittadini hanno il diritto di sapere che cosa portano sulle loro tavole".

Per questo motivo domani una rappresentanza dei manifestanti con i loro trattori saranno in Piazza del Popolo: "Vogliamo dare più eco possibile a questa protesta – aggiunge – anche per questo ci stiamo adoperando ad organizzare questo tipo di manifestazioni. Un impegno che ci porta via dalle nostre aziende, ma che riteniamo necessario". Questa mattina il gruppo pesarese si incontrerà in assemblea con tutti i manifestanti ma anche con i coordinatori di altri gruppi del centro e del nord Italia: "Siamo convinti che uniti potremo far sentire ancora di più la nostra voce – conclude Gabriele Rossi – perché ad oggi è stato fatto ben poco. Per questo siamo in contatto anche con gli altri gruppi più vicini a noi, così da avere la possibilità di confrontarci e di avere una linea comune per portare avanti la protesta. L’Unione Europea ha da poco approvato nuove normative che sono contrarie a ciò che stiamo chiedendo, abbiamo il dovere di continuare in questa battaglia. Ci sentiamo gruppi senza una appartenenza politica o rappresentati da sigle sindacali, è un movimento che nasce dal basso perché, se siamo arrivati a questo, vuol dire che le cose non sono andate come dovevano".