“Tre donne alte“ di Edward Albee: le fasi della vita raccontate senza veli

Da domani a domenica al Rossini Ida Marinelli, Sara Borsarelli, Denise Brambillasca e Stephan Haban. Sabato incontro con il pubblico nell’ambito di “Oltre la scena“. La regìa è di Ferdinando Bruni.

“Tre donne alte“ di Edward Albee: le fasi della vita raccontate senza veli

Da sinistra, Sara Borsarelli, Ida Marinelli, Denise Brambillasca

Perdono, riconciliazione ma anche destino. Da domani a domenica al Teatro Rossini di Pesaro saranno le “Tre donne alte“, regìa di Ferdinando Bruni, di Edwar Albee a salire sul palco con l’attrice Ida Marinelli, Sara Borsarelli, Denise Brambillasca e Stephan Haban. Come calarci qua e là nella storia se non grazie al racconto di una protagonista? Che spettacolo sarà? Saranno davvero tre le “donne“ di cui parla Albee?

"Lo spettacolo è un racconto autobiografico dell’autore sul rapporto con la madre 92enne e l’attrito tra i due visto che la madre non ha accettato il fatto che lui fosse omossessuale – afferma l’attrice Ida Marinelli –. La storia presenta alti e bassi, ma la cosa principale è il fatto che le donne non sono realmente tre come si può dedurre dalla prima parte della scena, ma è un’unica donna la protagonista del racconto rappresentata nelle tre fasi della vita".

Sarà proprio lei la protagonista, come descrive questo personaggio?

"E’ una donna autoritaria, buffa, che sorvola il rapporto con il figlio e questo si capirà attraverso i monologhi che aiuteranno lo spettatore ad entrare sempre più nella storia e soprattutto mettere insieme tutti i pezzi per capire sia il passato che l’ultima fase della vita della donna. Il personaggio porterà sul palco parti drammatiche ma allo stesso tempo buffe come avviene molto spesso in persone anziane che per via della vecchiaia dicono cose bizzarre che a raccontare fanno ridere ma poi quando si pensa alla salute della persona esce la parte drammatica della storia".

Come è stato interpretare questo ruolo?

"Penso che sia stata sia una fortuna che un grande regalo il fatto che mi hanno affidato questa parte. Il testo dello spettacolo è molto faticoso anche se non sembra visto, che le parole usate, sono semplici ma sta proprio qui la difficoltà. Mi conforta molto il fatto che anche Glenda Jackson abbia avuto l’occasione di interpretare questa figura e lei stessa, in un’intervista, dice proprio che il testo è “faticosissimo e frustrante“, la difficoltà che ho riscontrato pure io. E’ proprio il testo a farti “essere bravo“ ed è stato davvero un grande dono per me interpretare le diverse sfaccettature anche un po’ fuori di testa".

Qual è il suo rapporto con Pesaro e col Teatro Rossini?

"E’ sempre un grande piacere tornare ad esibirsi a Pesaro che reputo una città bellissima e mi ricorderò sempre il grande successo che proprio qui ha avuto nel ‘90 lo spettacolo “Le lacrime amare“ e penso che anche i pesaresi se lo ricordino. Ho molti amici in questa città che gode di un Teatro magnifico come il Rossini infatti ogni volta muoio dalla voglia di esibire la prosa in un teatro di lirica".

Le “Tre donne alte“ piaceranno al pubblico locale?

"Penso proprio di sì, questo è uno spettacolo adatto a tutti anche ai giovani infatti nelle altre città ci è capitato spesso che ragazzi a fine spettacolo siano rimasti colpiti e spinti ad approfondire la tematica".

Sabato alle ore 17 nella Sala della Repubblica del Teatro Rossini per “Oltre la scena“ la compagnia incontrerà il pubblico. Info: Teatro Rossini 0721 387621, vivaticket. Inizio spettacoli: giovedì e venerdì ore 21, sabato ore 19, domenica ore 17.