Un’epopea scritta sul parquet. Per l’hangar si apre un’altra era

Si chiude una storia iniziata nel ’56, poi nel ’75 l’arrivo degli Scavolini e adesso l’Auditorium

Bertini

Il PalaScavolini è la colonna Traiana dello sport pesarese, soprattutto del basket, che entrò lì dentro ancora col nome di pallacanestro e ne uscì nel 1996 diventato basket. Il PalaScavolini nasce in ritardo se pensato in termini di tempi amministrativi, burocratici, politici, arriva invece puntuale se pensiamo in termini di ere: questo è il momento esatto in cui si chiude una storia nata nel 1956, nella quale la famiglia Scavolini entrò da protagonista nel 1975 andando a occupare quel gradone di legno poi di cemento dalla parte di viale Marconi, diventata poi la tribuna "presidenziale" per antonomasia. I fratelli Valter ed Elvino si piazzarono lì con le loro famiglie crescenti e il tempo cominciò a passare. Loro credevano di essere dei semplici sponsor, e invece lì intorno stava nascendo una epopea, piccola ma vera e solida che resterà per sempre nella storia cittadina anche se sbiadirà nel ricordo e nella memoria.

Come succedeva coi popoli della classicità, la colonna e il tempio commemorativi vanno eretti nel posto dove si combatterono le battaglie più dure e sanguinose e dove si colsero le vittorie determinanti per la nascita della patria: Maratona, Salamina, Canne, Verdun, le Ardenne, Stalingrado, Vittorio Veneto, tutto questo è successo sul cemento, sulla gomma e sul parquet di viale dei Partigiani e dunque è lì che il tempio doveva nascere: il destino non é mai in ritardo, quando si compie vuol dire che quella era l’ora giusta e che i tempi erano maturi. Adesso che la città nuova del basket si è spostata lontano dalle mura e insegue altrove i suoi destini, l’angolo fra i viali dei Partigiani e Marconi si veste di sacro. Inaugurandolo ci faranno sopra cento discorsi credendo di assistere solo alla nascita di una nuova struttura, mentre chi vede un po’ più profondo sa che quello è un Memoriale, una specie di sacrario laico che impegna tutti a un uso autentico e non becero. Valter Scavolini è uomo che ha sempre saputo attendere il momento giusto per operare, in questi ultimi tempi ha atteso soprattutto zappando l’orto di casa come Cincinnato. Noi siamo di quelli che vediamo ciò che vogliamo vedere.