Vogata verso il cielo. Addio a Giacomo Lavana canottiere educatore

Ha addestrato alla nobile arte dei remi intere generazioni. Sottufficiale al Pavia, era uno dei simboli della storica società.

Vogata verso il cielo. Addio a Giacomo Lavana canottiere educatore

Vogata verso il cielo. Addio a Giacomo Lavana canottiere educatore

Quando s’andava a pesci volpe e baganelli sul molo dal faro verde, dall’altra parte vedevi un tipo tosto e calcato dettare il ritmo dentro un megafono. Sotto la sua banchina, drappelli di canottieri in riga. Che vogavano zitti e composti. Chi passava di lì, si godeva il concerto di remi e ordine. E bisbigliava: "Quello è il maresciallo Lavana. Vedi come li fa andare i ragazzi della Canottieri". Erano gli anni Ottanta. E lui, Giacomo Lavana, da Aquilonia, classe ’37, canotta sopra la maglietta, fisico esemplare, orchestrava braccia e morale dei suoi ragazzi. Era parte del porto come le bitte, i pescherecci e gli ultimi bilancieri. Era una delle sue voci educazionali. Lavana se n’è andato, lasciando traccia delle sue fondamenta, ma in silenzio. Ma il suo megafono e la sua voce resteranno impresse in chi in quelle banchine ha visto crescere muscoli e carattere. E, soprattutto, "morale", cavallo di battaglia di quell’educatore che come sfoggio portava solo un sorriso garbato. La sede della Canottieri ha perso una pietra miliare, termine di paragone e consigli per chi in quelle stanze ha macinato miglia di allenamenti e non si sa quanti pomeriggi a ’scancherare’ tra vogate e palestra. Lavana, carriera militare come sottufficiale in giro per l’italia e poi al mitico ventottesimo “Pavia”, era praticamente un ’bsares’ al quale mancava solo l’accento. Uno sportivo nel sangue: il paracadutismo, la prima palestra da lui fondata per il pugilato e poi negli anni ’70 l’amore del canottaggio. L’ultima vogata verso il cielo, qualche giorno fa, in punta di mani e piedi. Lascia sul molo della vita la figlia Maria Ida, i figli Vincenzo e Massimiliano e la moglie Maria Luisa. E un’infinita schiera di allievi che chissà per quanti pomeriggi ancora lo vedranno impettito in porto, davanti alla sua Canottieri.