Acqua non potabile in 33mila case Molti non l’hanno saputo: è polemica

Guasto all’impianto di Caprara, dai rubinetti di 7 Comuni esce un liquido torbido e lattiginoso. Le analisi confermano: non va utilizzato. Annunci sul web, a Campegine telefonate alle famiglie.

Acqua non potabile in 33mila case  Molti non l’hanno saputo: è polemica
Acqua non potabile in 33mila case Molti non l’hanno saputo: è polemica

di Francesca Chilloni

Acqua non potabile per quasi 33mila abitanti della Val d’Enza e della Bassa occidentale a causa di un guasto all’impianto di potabilizzazione nella centrale idrica dell’Acquedotto di Caprara che si è verificato ieri mattina. Molte persone - specialmente gli anziani - non sono state raggiunte dagli annunci diffusi su Facebook e sui siti web dei Comuni, e molti hanno continuato a utilizzare per consumi domestici ciò che usciva dal rubinetto di casa: l’acqua torbida, nocciola o lattescente. Saputo del guasto, Ireti e Ausl hanno subito sospeso l’acqua della rete pubblica ad uso alimentare. Solo attorno alle 15,30 sono arrivati i risultati delle analisi chimiche e microbiologiche svolte dall’Ausl e dall’Arpa: l’acqua non era potabile. Ieri sera Iren ha ribatito che "fino a nuova comunicazione, si ritiene opportuno non utilizzare l’acqua per l’uso alimentare (ad esempio: bere l’acqua, cucinare). È possibile lavarsi previa bollitura".

Il problema interessa i residenti di Campegine, Gattatico Castelnovo Sotto, Poviglio, Boretto, Brescello e Gualtieri; circa 33mila persone (dati 2011).

A dare l’allarme è stata la stessa Ireti in mattinata, che ha parlato di una avaria tecnica alla centrale di Caprara che alimenta un vasto territorio: "L’avaria è stata individuata e isolata e si è al lavoro per la risoluzione del problema. Ausl ed Ireti stanno monitorando la situazione. Al momento si sconsiglia l’uso potabile dell’acqua".

Amministrazioni comunali come Campegine si sono attivate chiamando le famiglie, ma per lo più i cittadini lo hanno saputo da internet e tramite il passaparola. La brescellese Catia Silva (ex consigliera, FdI) commenta: "In occasione di un allarme importante, di tipo alluvionale, l’allora sindaco Giuseppe Vezzani girò per il paese usando un megafono per avvertire la popolazione. Sarebbe forse stato il caso di farlo anche in questa situazione".

L’acquedotto di Caprara attinge acqua sotterranea dalla conoide del torrente Enza tramite 4 pozzi situati nella località Laghi di Gruma. L’acqua viene disinfettata con il dosaggio di biossido di cloro a Caprara. Serve le zone del comune di Gattatico poste a nord della A1; l’intero territorio di Boretto, Brescello, Campegine, Castelnovo sotto e Poviglio; Santa Vittoria e la zona industriale sono alimentate dall’acquedotto di Roncocesi, mentre la rimanente parte del comune è alimentata con acque miste provenienti dagli acquedotti di Roncocesi e di Caprara. Sarebbe stato l’impianto che immette il biossido di cloro nell’acqua ad essersi rotto. Verso le 15 Ireti aveva "riparato il guasto ai filtri di Caprara e pulito il sistema di estrazione dell’acqua". Ha poi iniziato lo spurgo delle tubature dell’acquedotto. La scorsa settimana una enorme falla si era aperta in una conduttura sotterranea in centro a Montecchio, mentre in queste ore sono in corso lavori di sostituzione di importanti tubature lesionate tra Vezzano e Canossa.