Addio all’onorevole Fabbri. "Mancherà molto"

Tre volte ministro , si spese per il Parco: è morto a 90 anni. Giovanelli: "I suoi consigli erano preziosi". Vignali: "Amico importante"

Addio all’onorevole Fabbri. "Mancherà molto"

Addio all’onorevole Fabbri. "Mancherà molto"

"L’ultimo suo impegno per i valori dell’Unesco. Fabio Fabbri è stato sempre un uomo del bene e del fare che si è speso per l’Italia e per la sua ‘heimat’ di montagna con la stessa passione civile e politica". Con queste parole il presidente del Parco nazionale dell’Appennino, Fausto Giovanelli, ricorda l’onorevole e senatore scomparso giovedì scorso all’età di 90 anni. Nato a Ciano d’Enza, professione avvocato, ha vissuto nella sua Tizzano Val Parma, fu ministro degli affari regionali nel V governo Fanfani, delle politiche comunitarie nel II governo Craxi e ministro della difesa del governo Ciampi. Poi sottosegretario all’agricoltura e foreste nel II governo Cossiga, nel governo Forlani e nel I e II governo Spadolini, sottosegretario presidenza del Consiglio nel I governo Amato. Fabbri era un personaggio illustre dell’Appennino parmense ai confini con il reggiano e proprio dalle sue origini ha coltivato la passione della montagna e dell’ambiente sostenendo il Parco contribuendo attivamente, durante gli incarichi politici, alla diffusione della Riserva Mab Unesco. Molto legato a Fabbri il presidente del Parco, Giovanelli, all’epoca senatore, aggiunge: "Lo vogliamo ricordare come una persona cara, amico personale del Parco e dei suoi valori, profusi sino all’ultimo, anche per la nascita della Riserva Mab Unesco Appennino in cui Fabbri credeva fortemente. Ai nostri territori mancheranno sempre sagacia, intelligenza, esperienza e generosità di un uomo raro come è stato lui. Ai suoi familiari, amici concittadini e conterranei di Tizzano Val Parma e dell’intera provincia parmense, a tutti porgiamo le più sentite condoglianze. Ci saranno certamente occasioni per ricordarne la figura, l’impegno che ha dedicato per molti anni al territorio e i preziosi consigli di cui abbiamo potuto beneficiare". Nel 2019 tra le sue ultime volontà espresse, quella di dare voce alla Riserva di Biosfera Mab Unesco dell’Appennino tosco-emiliano con la rivista monografica "Apenninus", della quale coniò il nome e fu attivo promotore. "Amo intensamente il ‘mio’ Appennino – spiegò Fabbri all’epoca –, che comprende l’Alta Val Parma, da Torrechiara-Langhirano fino al crinale, le valli montuose d’oltre Enza e le Terre della Lunigiana: è il microcosmo, dichiarato dall’Unesco ‘patrimonio dell’umanità’. Qui serve una ‘squadra’ – redazione ndr - in grado di compiere un’attenta ricerca e un accurato inventario delle tante eccellenze di questa piccola ‘patria’ benedetta dall’Unesco con una identificazione geografica e, a ben vedere, anche storico-politica". Queste le riflessioni di Fabbri. Il direttore del Parco, Giuseppe Vignali: "È stato un amico importante per l’istituzione e lo start up della Riserva di Biosfera Unesco dell’Appennino Tosco Emiliano nella quale ha sempre creduto con forza. Con lui abbiamo posto le basi per far decollare questo progetto, importantissimo riconoscimento che per la parte parmense ha avuto in Tizzano e Langhirano i Comuni trainanti". Il ricordo di Gabriele Arlotti, direttore responsabile di Apenninus, il periodico da lui voluto con caporedattrice Doris Corsini: "È stata una grande emozione conoscerlo e collaborare. Ci colpì la sua modernità unita alla sua bontà e pazienza. Fu l’uomo che scelse l’Appennino come terra di pace da valorizzare nel segno dell’Unesco. Aveva la vitalità e i propositi di un giovane, pur consapevole dell’età, volle puntualizzare ‘questo sarà il mio ultimo progetto’. Salvo poi chiosare auspicando: "Il compimento dell’iter della statizzazione della "strada al confine con la provincia di Massa".