Il giallo su Maria Sergio: "Urbanistica, presunti illeciti e favoritismi"

Nella nota inviata all'antimafia di Bologna la moglie del sindaco Vecchi è "la principale indagata". Ma Grandinetti smentisce

Maria Sergio (foto Artioli)

REGGIO SERGIO MARIA

Reggio Emilia, 13 aprile 2016 - L’edilizia e l’urbanistica di Reggio sono state al centro di numerose verifiche, varie indagini – alcune non ancora concluse sebbene aperte da molti anni – che emergono solo ora attraverso le carte del processo Aemilia. È quanto emerge da una nota di poche pagine che è stata trasmessa dal procuratore capo Giorgio Grandinetti il 6 febbraio 2013 alla Direzione distrettuale antimafia di Bologna e che, a sua volta, contiene un’informativa dei carabinieri del 28 gennaio 2013.

Carte pubbliche, come dicevamo, a disposizione di tutte le parti del processo Aemilia, che si riferiscono a Maria Sergio, originaria di Cutro, ex dirigente del servizio urbanistica e moglie del sindaco Luca Vecchi. Nella nota si fa riferimento a diverse questioni e, in particolare all’indagine Brick.

«La citata dirigente dell’ufficio servizi pianificazione e qualità urbana (Maria Sergio, ndr) è una dei principali indagati nel procedimento penale numero 902/06 modello 21 (cioè nei confronti di indagati noti, ndr) della procura della Repubblica presso il tribunale di Reggio Emilia (riferito alla citata indagine Brick), iscritto per i reati di corruzione e abuso d’ufficio». Questo è quanto si legge nella nota dei carabinieri, trasmessa alla Dda dal procuratore capo Giorgio Grandinetti, a cui abbiamo chiesto, trattandosi di un’indagine del 2006, l’attuale situazione.

«Maria Sergio non è mai stata indagata in questa inchiesta – spiega il procuratore aggiungendo che il fascicolo non è ancora chiuso – Nasce da un procedimento della Dda e non è mai stato iscritto nei confronti di Maria Sergio. Sono invece iscritti altri tre soggetti». E sulla frase riportata nella nota da lui stesso trasmessa alla Dda specifica testualmente: «I carabinieri evidentemente in base alle loro denunce, alle loro informative ritenevano... Io qui trovo un appunto dove parliamo di un’operazione speculativa della pratica di delocalizzazione di Act – prosegue Grandinetti leggendo poi l’appunto – “non sono state evidenziate contiguità penalmente significative tali da non potersi... non potendosi considerare qualche raro riferimento specifico alla dirigente del comune e al vicesindaco, per altro non sfociate in concrete attività da parte di questi ultimi’’. Quindi non è mai stata iscritta».

Nella nota dei carabinieri, si fa effettivamente riferimento alla delocalizzazione dell’Act in via Settembrini, ma si parla anche di altro. Si parla di «attività investigative svolte, tra il 2006 e il 2008», che «hanno permesso di conseguire positivi riscontri probatori sul comportamento illecito tenuta da alcuni funzionari delle locali amministrazioni comunale e provinciale (tra cui Maria Sergio) per favorire imprenditori di questa provincia nell’acquisire unità immobiliari ‘strategiche’».

In particolare, dalle intercettazioni e dai successivi riscontri sarebbe stato dimostrato (secondo la nota dei carabinieri, smentita da Grandinetti), che «l’illecito si concretizzava nel fornire in anticipo agli imprenditori favoriti informazioni sulle decisioni in itinere da parte dell’amministrazione comunale reggiana riguardanti i cambi di destinazione d’uso di terreni, che da agricoli venivano resi commerciali, e di conseguenza edificabili, agevolando così acquisti a basso costo di vasti appezzamenti di terreni che, in breve tempo, aumentavano notevolmente il proprio valore di mercato».

La dirigente comunale, secondo quanto riportato ancora dalla nota, sarebbe «la funzionaria che costituirebbe uno dei ‘contatti’ dei fratelli Salvatore e Roberto Turrà (quest’ultimo imputato per associazione mafiosa in Aemilia, ndr) per ottenere il rilascio di concessioni, autorizzazioni e appalti in favore di imprese edili riconducibili a personaggi di origine calabrese».

Maria Sergio ha poi lasciato la dirigenza del servizio edilizia a Lorena Belli per «questioni di opportunità». Il motivo sarebbe stata la vendita da parte del Comune di terreni dell’area nord che si trovano a ridosso del casello. «In questa vicenda – si legge nella nota – attraverso un complicato giro di società (tra cui la Immobiliare Nordest Spa) erano coinvolti vari esponenti del Partito Democratico reggiano, in primis proprio Luca Vecchi e, per quel che concerne l’amministrazione comunale di Reggio Emilia, l’assessore Ugo Ferrari e la funzionaria Maria Sergio». La vicenda, nel 2010, sarebbe stata anche segnalata all’autorità giudiziaria.