Bandi pilotati in Comune. La procura: "Un sistema". Chiesti undici anni per l’avvocato Gnoni

Secondo le due titolari dell’indagine ci furono anche "pressioni politiche". Chiesta l’assoluzione per Rinaldi, presidente dell’Istituzione Nidi e scuole.

Bandi pilotati in Comune. La procura: "Un sistema". Chiesti undici anni per l’avvocato Gnoni

Bandi pilotati in Comune. La procura: "Un sistema". Chiesti undici anni per l’avvocato Gnoni

Un "sistema" per pilotare l’attribuzione degli appalti pubblici. E anche "pressioni politiche". Sono gli argomenti affrontati nella requisitoria dai pubblici ministeri Giulia Stignani e Valentina Salvi che hanno coordinato l’inchiesta della Finanza sui bandi del Comune che sarebbero stati confezionati su misura. "Dall’istruttoria sono emersi nel Comune di Reggio illeciti penali commessi dagli imputati nelle procedure a evidenza pubblica - hanno detto i pm -. Condotte elette a modalità comune di agire, volte a garantire aggiudicazione a un soggetto prescelto a monte, anche molti mesi prima della pubblicazione del bando". Si parla di "realtà finta fatta vedere a operatori economici e cittadini: atti formalmente perfetti, ma dietro c’è un mondo parallelo, scoperchiato con le intercettazioni telefoniche: si voleva annientare la concorrenza". Il bando contestato più rilevante sul piano economico è quello da 25 milioni per aggiudicare i servizi mobilità: "Eppure vi fu un solo partecipante, il Consorzio Tea". Ripercorrendo le intercettazioni, si parla di "vestito su misura", si evoca anche lo spettro di un’eventuale indagine condotta dall’allora procuratore capo Giorgio Grandinetti e poi si dice che vi è solo una domanda: "La solita nota". Sui venti imputati, la pena più pesante viene chiesta per l’avvocato Santo Gnoni, ex responsabile dell’ufficio legale del Comune: undici anni. Di questi, sette anni sono per due vicende contestate: innanzitutto la presunta corruzione per il rinnovo gratuito di un’assicurazione per la casa in cambio della conferma del servizio brokeraggio del Comune alla Union broker; istigazione alla corruzione perché, come giudice della commissione tributaria reggiana, avrebbe promesso di favorire in una causa i titolari di un’autofficina in cambio di lavori gratuiti all’auto. Più quattro anni e 3mila euro di multa per altri bandi: turbata libertà degli incanti per affidare i servizi legali, nido Maramotti, ripristino strade post incidente affidato alla ditta Corradini, rivelazione di segreto d’ufficio sulla gara per la mobilità. L’altra condanna più consistente è stata domandata per Roberto Montagnani, 4 anni e 6 mesi, 3.500 euro di multa per i bandi servizi legali, mobilità (e relativa rivelazione di segreto d’ufficio), nido Maramotti e ripristino strade post incidente. È stata chiesta l’assoluzione ("Non hanno commesso il fatto") per il dirigente dell’Istituzione scuole Nando Rinaldi relativamente al bando asilo Maramotti e per il commercialista Alessandro Lucci a proposito del servizio ripristino strade. Per la Procura "non ha commesso il fatto" contestato, cioè istigazione alla corruzione verso Gnoni nella vicenda Union Broker, Luigi Severi. Prescrizione per Gnoni, Anna Messina, Valeria Sborlino, Daniela Agosti per il falso sui verbali di presenza relativi alla nomina del direttore di Asp; per Gnoni anche per un’accusa di rivelazione di segreto di ufficio. Ripercorrendo la vicenda del bando Maramotti, il pm Stignani dice che "Gnoni ha vari contatti con l’assessore Raffaella Curioni: emerge dall’istruttoria che c’è pressione politica perché il nido Maramotti rimanga in gestione alla Panta rei. Gnoni ha contatti con Curioni che ha preso a cuore la questione e se ne occuperà". Vanno cambiati punteggi del vincitore provvisorio, Baby & job, costituta parte civile, per far vincere aggiudicataria Panta rei: una donna, Daniela Pellacini, si ribella; poi viene incaricato l’avvocato Stefano Vaccari. "Dalle intercettazioni emerge che deve vincere Panta rei, poi ci sarà ricorso".