Caffè della Gabella: "Stiamo chiusi di pomeriggio, troppa criminalità"

Il titolare: "Che senso ha tenere aperto se poi devo sempre chiamare la polizia? Presìdi da ripristinare".

Caffè della Gabella: "Stiamo chiusi di pomeriggio, troppa criminalità"
Caffè della Gabella: "Stiamo chiusi di pomeriggio, troppa criminalità"

Il Caffè della Gabella aperto solo fino a dopo pranzo, poi chiuso il pomeriggio e la sera, "la situazione è diventata ingestibile, non ne vale più la pena". Sono le parole del titolare, Stefano Frattura, che porta avanti la sua attività da otto anni. Il bar, punto di riferimento per tanti impiegati della zona, si trova in piazza Tricolore, proprio all’ingresso del centro storico (dalla parte di via Emilia San Pietro) ed è accanto a viale Montegrappa. A 400 metri dalla stazione storica. "Lo scenario è andato mano a mano peggiorando – racconta Frattura –, chiunque può vedere quanta criminalità ci sia per strada. Prima, anni fa, tenevo aperto anche nel pomeriggio, ma poi ho lasciato perdere. Che senso ha se poi devo stare sempre a chiamare la polizia? Adesso chiudo dopo i pranzi, attorno alle 15.30, organizziamo qualche serata con eventi mirati proprio per non attirare brutta gente. Però, purtroppo, non sempre funziona e siamo comunque costretti a chiamare le forze dell’ordine".

La scelta di chiudere dal primo pomeriggio risale a qualche tempo fa. "Dopo il periodo della pandemia, abbiamo deciso di fare così – prosegue Frattura –, da una certa ora in poi qui entrava soprattutto gentaglia, che non lavora e che ha modi di fare assurdi. Venivano individui anche molesti, ubriachi o drogati, davano fastidio. Abbiamo cercato di tenere sempre un pugno di ferro, ma era durissima. Alla fine, mi sono detto, non posso tenere un dipendente al bar né starci sempre io, quindi ho deciso di chiudere da subito dopo pranzo. Ne abbiamo le scatole piene". Cosa si trova subito fuori dalla Gabella? "Insicurezza, si percepisce proprio chiaramente – risponde sicuro il titolare –, basta affacciarsi qui fuori per rendersene conto. Sotto i portici c’è gente che bivacca, si vede a occhio nudo che c’è tanta criminalità". Che fare allora? "Continuare con i presìdi delle forze dell’ordine – la sua proposta –, finché ci sono stati hanno funzionato bene. Bisogna ripristinarli".

Chiara Gabrielli