Dalla carità all’estorsione Don costretto a denunciare

Il parroco di San Giacomo, Roberto Gialdini, vittima di minacce continue. Un trentacinquenne nei guai. Gli diceva: "Datemi i soldi o vi faccio del male".

Dalla carità all’estorsione  Don costretto a denunciare
Dalla carità all’estorsione Don costretto a denunciare

Per diversi mesi ha chiesto un aiuto economico, dichiarando di essere in grosse difficoltà. Ha più volte bussato alla porta della canonica parrocchiale, a San Giacomo di Guastalla. Ha ottenuto piccole somme, da 20 a 50 euro nelle sue costanti "visite", qualche volte pure due o tre volte a settimana.

Ma l’uomo, di 35 anni e residente nella Bassa Reggiana, si è fatto sempre più insistente: non si sarebbe più limitato a una semplice richiesta di carità, ma avrebbe iniziato anche ad agire con minacce.

E così il responsabile della parrocchia locale, don Roberto Gialdini, insieme al diacono Paolo Prati, hanno deciso di segnalare i fatti ai carabinieri. Il 35enne è stato denunciato per minaccia ed estorsione.

"Aprimi don, dammi i soldi che è meglio", "Se non mi dai i soldi faccio male al don", "Vi brucio la macchina", alcune delle frasi incriminate.

A varie riprese, era arrivato a ricevere fino a 2.500 euro. E in un caso aveva colpito con violenza il campanello esterno con la mano, danneggiandolo. Inoltre, per garantire una maggiore tutela al sacerdote e al diacono, oltre alla denuncia penale, a carico del 35enne l’autorità giudiziaria ha disposto anche l’applicazione della misura cautelare del divieto di avvicinamento alle vittime. Deve restare ad almeno due chilometri di distanza dalla canonica e dai luoghi frequentati dalle vittime. In un caso aveva danneggiato il campanello dell’edificio colpendolo con la mano. Dopo la denuncia pare che l’uomo non si sia più presentato alla canonica, riportando serenità al parroco e al diacono a San Giacomo.

Antonio Lecci