Diga di Vetto, un giallo politico nell’iter

Scontro sulle ’regole d’ingaggio’ e sulla predisposizione dei bandi di gara, che dovranno essere preparati dalla Bonifica

Diga di Vetto, un giallo politico nell’iter
Diga di Vetto, un giallo politico nell’iter

Diga di Vetto, un giallo politico nell’iter burocratico in corso? Alcuni essenziali passaggi sono stati approvati dal Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale (Cbec) in un "limbo" temporale quando era presidente uscente Marcello Bonvicini e Lorenzo Catellani entrante ma non ancora nominato: ora la minoranza contesta a Catellani (ed ai suoi )di non aver discusso non ben chiare "regole d’ingaggio".

La prima data da ricordare è il 6 novembre, dopo le elezioni vinte dalla lista "La Bonifica del Fare" ma prima dell’insediamento del nuovo Cda presieduto da Catellani. Era ancora presidente Bonvicini ma Catellani (Cia-Coldiretti) lo aveva già battuto ai seggi. Il documento che dà il via agli appalti per la diga è stato approvato dal Cda in cui sedevano, insieme a Bonvicini (Confagricoltura), anche i vicepresidente Arianna Alberici (Cia) e Matteo Catellani (Coldiretti); insomma, era ancora operativo il "triunvirato" (nato dopo il commissariamento dell’ente) che aveva visto le tre associazioni agricole allearsi in nome del bene comune.

Perché allora la lista di minoranza (quella di Bonvincini) oggi contesta la non concertazione delle "regole d’ingaggio"?

L’atto approvato è la Convenzione con la Regione, l’Autorità di bacino distrettuale del Po, Atesir e la Bonifica parmigiana. Viene definita la governance per lo sviluppo del "Documento di fattibilità delle alternative progettuali" e del Progetto di fattibilità tecnico-economica della realizzazione dell’invaso. Vi si stabilisce che il Consorzio avrà il ruolo di attuatore e di responsabile dell’affidamento e della redazione dei progetti; e gli si consegnano i 3,5 milioni del Governo. L’accordo di collaborazione è stato approvato anche dagli altri soggetti e nelle scorse ore l’Abdpo l’ha pubblicato nel proprio sito web tra i "Progetti di fattibilità tecnica ed economica di infrastrutture idriche strategiche".

La Convenzione prevede il trasferimento alla Bonifica dell’Emilia Centrale di risorse economiche e dà mandato di predisporre i bandi di gara. Se il 6 novembre il presidente Bonvicini approvava questa Convenzione, ha dato anche mandato agli Uffici della Bonifica di preparare il testo della gara d’appalto? È verosimile, dato che il 13 dicembre il mastodontico bando di gara era pronto e pubblicato in Gazzetta.

Se le settimane di stesura del bando sono state quasi tutte sotto il triunvirato a presidenza Bonvicini, perché l’11 dicembre all’insediamento di Lorenzo Catellani la lista di minoranza già annunciava battaglia?

E perché il 17 parlava di mancata discussione delle regole d’ingaggio?

La diga è ancora nel mondo dei sogni degli ingegneri, ma lo sbarramento tra i due gruppi politici è già notevole.