È un Blanco molto granata: "Ho scelto Reggio e ho fatto bene"

Il nuovo attaccante spagnolo: "Mi piacciono squadra, stadio e tifosi. E mister Nesta ha grande personalità"

È un Blanco molto granata: "Ho scelto Reggio e ho fatto bene"

È un Blanco molto granata: "Ho scelto Reggio e ho fatto bene"

Il biglietto da visita di Alex Blanco – il nuovo ‘attaccante’ spagnolo arrivato a titolo definitivo dal Como – è un italiano praticamente perfetto. Un dettaglio che in realtà non è un dettaglio perché storicamente è sinonimo di grande intelligenza e disponibilità all’adattamento. Mancino, veloce e con una buona tecnica, potrà agire da ‘quinto’ o più probabilmente da trequartista al fianco di Girma. Blanco, quando è stata la prima volta che ha capito di poter arrivare alla Reggiana?

"Circa tre settimane fa, quando abbiamo giocato qui e ho parlato un po’ con alcuni ragazzi che conosco bene come Nardi e Kabashi. La squadra poi mi ha fatto una buonissima impressione, lo stadio è davvero bellissimo, il centro sportivo sta crescendo e la qualità della società è ottima".

Quali sono le sue caratteristiche?

"Sono arrivato in Italia come un esterno, un’ala diciamo, ma mi sono adattato a fare il quinto o il trequartista che sono i ruoli in cui il mister mi vuole alternare. Se faccio il trequartista mi piace stare un po’ a destra e puntare l’uomo per poi liberarmi al tiro o fare l’assist. Credo che la mia doto principale sia la velocità". Ha un modello di giocatore a cui si ispira?

"Quando ero piccolo era David Silva, mentre adesso osservo con attenzione Theo Hernandez, però non guardo tanto gli altri cerco soprattutto di capire cosa serve alla squadra".

Quando le hanno spiegato il progetto della Reggiana le hanno parlato di playoff o di playout?

"Non abbiamo parlato di questo, però ripeto la squadra mi piace per com’è strutturata, per il calcio che propone mi va benissimo, perché voglio essere protagonista con la palla, andare in verticale. Avevo altre richieste però sono convinto di aver fatto quella migliore".

Nesta è così famoso anche in Spagna oppure non lo conosceva così bene?

"Ma no, lui è stato uno dei capi della difesa dell’Italia, è come se in Spagna si parlasse di Puyol: loro sono delle leggende. Come allenatore ha grande personalità e un carattere forte e mette sempre l’energia che serve per la Serie B in cui il ritmo si è addirittura alzato".

Conosceva la Reggiana?

"Onestamente la Reggiana in Spagna è più conosciuta del Como. Nardi poi era un amico e lo seguivo, Kabashi pure… Non è facile trovare un club con una tifoseria di 15mila persone in Serie C e con uno stadio così bello".

Quali sono le prime impressioni sui nuovi compagni e sulla squadra?

"La prima impressione è che questa squadra abbia un bel potenziale, ma dobbiamo essere umili perché anche l’ultima partita è stato un peccato grande per com’è andata (1 a 1 in 9 uomini contro 11 con la Feralpisalò, ndr) e ho sofferto anche io".

Sabato affronterete la Cremonese, che tipo di squadra è e che partita si aspetta?

"Secondo me una delle migliori del campionato e tra l’altro viene dalla Serie A. È una di quelle squadre che partono favorite per vincere tutto, ma noi dobbiamo pensare solo a noi perché sono convinto che se facciamo quello che dobbiamo fare con la palla o senza la palla, possiamo uscire da Cremona con una soddisfazione. Credo che l’ultima partita sia servita a tutti da lezione".