I fuorisede e gli alloggi: "Costoso vivere qui. Ma altrove è peggio"

Gli universitari e le spese per la casa: la forbice va dai 230 ai 450 euro "Reggio non offre la vita di Bologna, ma i prezzi sono meno della metà" .

I fuorisede e gli alloggi: "Costoso vivere qui. Ma altrove è peggio"
I fuorisede e gli alloggi: "Costoso vivere qui. Ma altrove è peggio"

Vezzani

Un mercato complesso ma ancora sotto controllo: facendo un giro tra le bacheche annunci, i portali online e i fuorisede reggiani, emerge che nella nostra città gli affitti sono una questione delicata ma meno critica rispetto a molte altre realtà nemmeno troppo lontane.

Gli studenti venuti da lontano per iscriversi all’università di Reggio sono mediamente soddisfatti: "Io sono di Bologna – spiega Francesco Di Pace – e l’esperienza è più che positiva anche a livello umano. Nelle valutazioni economiche con i miei abbiamo sempre considerato oltre alle spese e alla comodità anche il ritorno umano che l’esperienza da fuorisede offre, valutando il prezzo in base alla città in cui vai a vivere".

Lo studente ha così scelto Reggio: "Qui c’era il corso giusto per me e non mi sembra così tanto costosa come città, dato anche che il centro universitario è abbastanza nuovo e cresce costantemente per numero di studenti e per prestigio. Questo non ha portato un aumento dei prezzi degli affitti ed è una cosa molto positiva. Poi sì, Reggio ha anche dei difetti, per la vita universitaria ad esempio non è Modena e infatti costa un po’ meno".

Venendo da Bologna, Di Pace conosce un mercato più esasperato: "I prezzi qui sono meno della metà, nella mia città per alloggi di qualsiasi tipo c’è una sorta di bolla, un soppalco viene venduto al prezzo di una camera, è allucinante. Io invece qui spendo 340 euro al mese utenze escluse e abito in una bella posizione, a dieci minuti in bici dall’università".

Con lui c’è Alice Santachiara, mantovana, e anche lei si dice soddisfatta: "Questa è la mia prima esperienza da fuorisede e sta andando tutto bene, pago 350 euro tutto compreso".

Da più lontano viene Paola Leo: "Vengo da vicino a Gallipoli e sono qui da quattro anni. Mi reputo fortunata perché ho trovato un’offerta molto buona, abito in zona Rosta Nuova e pago una camera 230 euro al mese con conguaglio ogni sei mesi per le spese extra. È un bel quartiere e mi trovo bene, anche se so che già quando sono arrivata io non c’era tutta questa offerta e dunque qualcuno si trova costretto a strapagare un alloggio".

Stefano Baldi invece è abruzzese: "Sono qui da settembre 2021 e ho trovato subito sistemazione in uno studentato privato che è un ottimo contesto. L’affitto è un po’ salito ultimamente ed è a 450 euro al mese circa, ma vivo con un’altra dozzina di ragazzi, c’è un bel clima, siamo in una bella posizione e appunto è una struttura privata, non ci sono portierato né particolari restrizioni".

Aggirandosi nelle sedi reggiane di Unimore non è raro trovare annunci: si offre ad esempio un monolocale in centro storico per 370 euro mensili, con due mesi da anticipare come cauzione. Una singola in un appartamento da 120mq della zona Gattaglio viene proposta a 240 euro più gas e luce secondo il consumo, mentre per un’altra stanza in pieno centro si chiedono 330 euro mensili più gas e luce e una permanenza minima di un anno. In rete sono vari i portali che offrono appartamenti o stanze in affitto. A Regina Pacis una singola riservata a studentesse richiede 300 euro al mese, mentre spostandoci in zona ospedale c’è chi offre solo a ragazze una matrimoniale da 440 euro totali al mese.

Sempre lì qualcuno richiede 230 euro di affitto al mese più 140 per le utenze, riservando la sua offerta a "lavoratrici": non sono pochi gli annunci che per motivi non precisati escludono il pubblico maschile.

In un gruppo Facebook addirittura c’è chi offre un appartamento chiarendo "No famiglie, sì singoli o coppia" e nei commenti scatta la bagarre: "Capisco il no famiglie in quanto se morosi non sono sfrattabili con i minori, ma una coppia i figli li può sempre fare"; "Praticamente uno si deve sposare ma non fare figli" si indigna qualcuno, mentre c’è chi la butta sul ridere: "E le condizioni per la coppia sono quelle di non fare figli?".

Sono oltre una decina al giorno gli annunci pubblicati su questo gruppo, sia da parte di chi cerca casa che da chi la offre.

Ci si scambiano messaggi e contatti telefonici ed è un mercato molto vivo.

Non mancano ovviamente gli annunci sospetti, sia sui portali sia su Facebook: alcuni paiono molto generici e non sono riconducibili a proprietà o identità precise, altri si propongono come intermediari e chiedono una quota per una casa che poi non viene trovata, senza però restituire l’importo versato.

A Reggio Emilia le porte sono aperte insomma, ma non sempre e non per tutti, e talvolta dietro di loro può celarsi anche una fregatura.