Il 178° del Pescatore. Bottazzi nuovo editore: "La nostra tradizione che ancora emoziona"

Negli anni ha ospitato le firme di Carlo Goldoni e Giosuè Carducci. All’interno si trovano onomastici, cicli della semina, ricorrenze. ma anche tante storie locali e poesie in dialetto.

Il 178° del Pescatore. Bottazzi nuovo editore: "La nostra tradizione che ancora emoziona"

Il 178° del Pescatore. Bottazzi nuovo editore: "La nostra tradizione che ancora emoziona"

Nelle orecchie echeggiano le parole "Bisogna tornare a emozionarsi di più, anche con semplici cose", rivolte da Matteo Bottazzi ai giovani che non sanno che cos’è il Pescatore Reggiano. Bottazzi illustra la pubblicazione di punta della Gianni Bizzocchi Editore, che ha appena rilevato. Periodico in tre formati giunto al 178° anno, il Pescatore si compone di un Almanacco di 290 pagine, un calendario mensile e un ‘foglione’ unico. Di questi prodotti, giovedì 18 gennaio alle 18 alla Librerie.coop All’Arco si terrà la presentazione dell’Almanacco, con alcuni autori che presenteranno i loro articoli.

Bottazzi, il Pescatore è il fiore all’occhiello di Bizzocchi, altro marchio storico della reggianità. Che significato ha per lei questa pubblicazione?

"Il Pescatore Reggiano per me, per la mia famiglia e credo per tanti lettori rappresenta un oggetto che siamo abituati a vedere, a usare, per appuntarci una nota, per vedere una ricorrenza, un santo, un onomastico o programmare le ferie. Oggetto che riconosciamo parte della nostra vita, che ci ricorda l’infanzia, i nonni. Un qualcosa che amiamo avere, che riporta tutte le lunazioni e movimenti planetari precisi, i consigli per le semine, l’imbottigliamento, le sagre, le fiere, le notizie utili. Nell’almanacco si trovano articoli di storia locale, poesia in dialetto, letture piacevoli che lo rendono oggetto da collezione, dato che la pubblicazione avviene ininterrottamente dal 1847. Mi onoro nel portarne avanti la pubblicazione dopo l’eccellente Gianni Bizzocchi, editore protagonista dell’eccezionale diffusione del Pescatore, attuale direttore responsabile".

A che cosa serve e che cosa contiene il Pescatore?

"Cito la copertina che con italiano desueto dice: “Calendario Storico Astronomico Agricolo, Osservatore Meteorologico ed Astronomico dei Pianeti e delle Stelle che studia il tempo e predice le stagioni. Effemeridi del Sole e della Luna – Fiere, Mercatoni, Mercati, Rubriche aggiuntive per l’ortolano, l’agricoltore, il giardiniere e altre notizie utili per tutti“. Questa è la descrizione perfetta di che cosa è un Almanacco con una visione un po’ ottocentesca ma esatta. Il lavoro autorale è portato avanti da un gruppo eterogeneo di autori che si occupa dei contenuti dell’almanacco, gli articoli che compongono il libro: alcuni cambiano nel tempo, altri sono diventate firme storiche, sono loro la colonna portante del volumetto, quelli che ci fanno sorridere con la storia arguta, che ci raccontano un pezzo di storia o un pezzo di Reggio. Il volume nel tempo ha collezionato firme veramente autorevoli. Nomi come Agostino Cagnoli, Antonio Peretti, Carlo Goldoni, Giosuè Carducci, Angelo Secchi, Guglielmo Piccinini, solo per citarne alcuni. Per il 2024 questi gli autori presenti: Giuliano Bagnoli, Giovanni Sacchini, Gabriele Fabbrici, Nicola Tirelli Prampolini, Giacomo Borgatti, Gian Andrea Ferrari, Marina Incerti; inoltre testi poetici di Luigi Pecchini e Edda Infanti".

Da dove proviene la scelta dei tre prodotti editoriali distinti?

"I lettori conosceranno ‘quello giallo’, il mensile. In realtà, il Pescatore è anche un foglio grande, quello più in voga fino al dopoguerra, e l’Almanacco, che oltre ad avere previsioni, efemeridi e consigli per l’agricoltore approfondisce le informazioni e offre una serie di scritti. Originariamente le pubblicazioni erano due; l’almanacco e il Foglione, calendario con tutto l’anno, che vediamo spesso raffigurato nei dipinti di Gaetano Chierici, che mostra come veniva usato, affisso alle porte o ai muri. Poi negli anni ‘20 le cose cambiano perché le case stesse iniziano a cambiare"

Che cosa direbbe alle nuove generazioni per tramandare loro la passione per il Pescatore?

"Credo che in un momento in cui la dematerializzazione riduce tutto, contenuti e contenitori, in un unico formato e fruibile da un unico oggetto, lo smartphone, ci sia bisogno di tornare a toccare il libro con mano diversa, assaporare il passato e le emozioni che ci legano a esso anche attraverso oggetti semplici, come un calendario da 3 euro ma la cui carta, il colore, la grafica, l’odore, la scritta a biro di fianco al giorno dell’appuntamento diventano un ricordo, e quel ricordo è un’emozione. Quindi alle nuove generazioni dico: bisogna tornare a emozionarsi di più".