Il dolore e lo sdegno di Ilaria Cucchi: "Sono stata in quel corridoio. Ho visto condizioni indecenti"

La senatrice paladina dei detenuti: "Ho parlato con la famiglia e sarò al loro fianco in questa battaglia". Plauso alla procura: "Coraggiosa". Si infiamma il dibattito politico e il Pd interroga il ministro Nordio.

Il dolore e lo sdegno di Ilaria Cucchi: "Sono stata in quel corridoio. Ho visto condizioni indecenti"
Il dolore e lo sdegno di Ilaria Cucchi: "Sono stata in quel corridoio. Ho visto condizioni indecenti"

"Provo un dolore enorme e una fitta al cuore a vedere queste immagini...". Ilaria Cucchi, senatrice di Sinistra Italiana e paladina dei diritti umani nelle carceri dopo la sua lunga battaglia per il fratello Stefano ucciso di botte dai carabinieri, commenta così al Carlino il video choc del pestaggio alla ‘Pulce’. E proprio dopo la denuncia del detenuto nell’aprile scorso, venne in visita nel penitenziario di via Settembrini. "Ho seguito con attenzione questa vicenda, ho parlato con la famiglia del 44enne – continua – Sarò al loro fianco. Sono stata proprio in quel corridoio e ho visto condizioni al limite della decenza umana nel carcere di Reggio. Le case circondariali sono sempre più luoghi nei quali i diritti non sono neppure contemplati".

Poi plaude alla procura reggiana e sgancia una frecciata al Governo: "Ringrazio e ripongo totale fiducia nella magistratura dalla schiena dritta che ha avuto il coraggio di chiedere il rinvio a giudizio di questi dieci agenti con l’accusa di tortura. Un reato che qualcuno oggi vuole abolire. Anche per questo non sarà una lotta facile perché è la battaglia di un ‘ultimo’ contro i rappresentanti dello Stato. Ma oggi questa battaglia possiamo farla e vincerla". Infine, lancia un monito: "Esprimo solidarietà ai colleghi dei dieci agenti – i quali dovranno rispondere di quanto commesso – perché non tutti coloro che indossano la divisa sono uguali. Io stessa spesso mi faccio promotrice di istanze dei poliziotti, costretti a lavorare in condizioni di esasperazione".

Il caso della Pulce è diventato nazionale e oggetto di scontro politico. La deputata Pd, Debora Serracchiani incalza il ministro Nordio. "Riferisca alle Camere sul caso di tortura in carcere a Reggio. L’emergenza umanitaria all’interno delle carceri merita attenzione da parte del Governo. Il Ministro ci dica se intende eliminare il reato di tortura". Condanna anche da parte del M5s: ""Immagini gravissime che offendono tutto il corpo di polizia penitenziaria. Una violenza inaccettabile e ancor più grave in quanto a opera di rappresentanti dello Stato che hanno il dovere di tutelare integrità e diritti delle persone. Confidiamo nella giustizia", chiosa la deputata Stefania Ascari.

Sul piano giudiziario, l’avvocato Luca Sebastiani che assiste la vittima del pestaggio commenta: "Immagini agghiaccianti e inaccettabili, una violenza gratuita contro un uomo solo, privato della libertà, incappucciato, ammanettato e a terra. Ci tengo a sottolineare il lavoro della Procura di Reggio, che con tempestività e determinazione ha svolto le indagini ed estrapolato quanto ripreso dalle telecamere interne, che altrimenti avremmo perso". Al loro fianco l’associazione Antigone che aveva depositato un esposto per l’episodio e che tramite l’avvocato Simona Filippi "si costituirà parte civile al processo".

Sul lato difensivo, bocche cucite. Solo l’avvocato Sinuhe Curcuraci parla della posizione di un agente suo assistito: "Ha spiegato con dovizia di particolari la propria condotta già in sede di interrogatorio di garanzia all’esito del quale il gip ha revocato la misura cautelare. Provvedimento non impugnato dalla Procura. Non ha commesso alcun reato".

Alessandra Codeluppi

Daniele Petrone