Il Giardino dei Giusti è realtà: "Ricorderà chi si è impegnato per salvare delle vite"

L’ok in Consiglio: sorgerà nel parco Santa Maria in via Roma e sarà inaugurato il 6 marzo. Ipotesi prime intitolazioni per le sorelle Mardini, poi Bertolini Fioroni e Fessaha .

Il Giardino dei Giusti è realtà: "Ricorderà chi si è impegnato per salvare delle vite"
Il Giardino dei Giusti è realtà: "Ricorderà chi si è impegnato per salvare delle vite"

Ora è ufficiale: Reggio Emilia diventerà una delle città, ora sono circa 250, al mondo con un giardino dedicato ai "Giusti". Ieri il consiglio comunale ne ha approvato la creazione. Il "Giardino dei Giusti di tutto il mondo" sorgerà nel parco Santa Maria, in via Roma, che già ospita la stele dedicata a Giovanni Palatucci, funzionario di Polizia che salvò dallo sterminio diversi ebrei. L’idea di scegliere un luogo già così evocativo è partita dalla docente reggiana Viviana Saccani (direttivo Istoreco), che per un suo progetto aveva collaborato con Gariwo, l’associazione internazionale, presieduta da Gabriele Nissim (intervenuto a Reggio nell’ultima commissione consiliare dedicata al tema) che si occupa dei "Giardini dei Giusti", sul modello di quello originale di Gerusalemme, e che sin dall’inizio ha collaborato al progetto reggiano. In particolare dopo la formalizzazione della proposta in consiglio comunale da parte della consigliera Pd, Lucia Piacentini. Importante il ruolo nella cordata che ha portato alla realizzazione del giardino anche delle associazioni "Aperta...mente", "Mondinsieme", "Via Roma 0", oltre a Istoreco; soggetti che hanno partecipato con diversi contributi. Il giardino di via Roma sarà inaugurato il 6 marzo, giornata europea dei "Giusti". I primi "Giusti" celebrati a Reggio saranno con tutta probabilità le sorelle Yusra e Sarah Mardini, provette nuotatrici che nel 2015, in fuga dalla Siria, dopo il naufragio del loro barcone, nuotarono per oltre tre ore in mare salvando diversi profughi; poi Maria Bertolini Fioroni, che al termine della seconda guerra mondiale aiutò diversi soldati in fuga dai campi di prigionia e l’eritrea Alganesh Fessaha, storica difensore dei diritti umani che sarà presente all’inaugurazione. Nel 2025 vi sarà onorato anche don Pasquino Borghi. "Sarà un progetto in grado di caratterizzarsi sul ricordo, sulla memoria, ma anche sul paesaggio e sull’arte", ha detto l’assessora alle Politiche, per la sostenibilità Carlotta Bonvicini. Mentre il presidente del consiglio comunale, Matteo Iori ha evidenziato che: "Il giardino ricorderà le persone che si sono impegnate per salvare altre persone e per fare la scelta giusta, al momento giusto. Non si tratta di santi o di eroi, ma di persone comuni che a un certo punto hanno scelto di fare la differenza".

Gabriele Gallo