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21 lug 2022

Delitto Toano, il nipote superteste: "Figlia e genero di Pedrazzini vadano in carcere"

Il tribunale del Riesame ribalta la scelta del giudice di primo grado. Nell’ordinanza si parla di "interessi economici anteposti a ogni forma di umana solidarietà verso il parente stretto"

21 lug 2022
alessandra codeluppi
Cronaca
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Delitto di Toano, parla il nipote superteste dell'accusa
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Delitto di Toano, parla il nipote superteste dell'accusa

Reggio Emilia, 21 luglio 2022 - "Assenza di ogni remora nell’eseguire un progetto criminale come quello di cui è stato vittima Giuseppe Pedrazzini". L’anziano, 77 anni, "è stato lasciato morire senza alcuna assistenza sanitaria nella propria casa, sebbene negli ultimi giorni prima della morte le sue condizioni fossero molto peggiorate per l’espulsione di un’ernia". E, soprattutto, un movente più forte di tutto: "Interessi economici anteposti a ogni forma di umana solidarietà verso un parente stretto". Tanto da spiegare "la scelta di occultare le prove, sbarazzandosi del corpo del deceduto, gettato in un pozzo". E quella "di inquinare le indagini, spedendo agli inquirenti false mail, facendole apparire come inviate dall’uomo scomparso". Ecco perché il Riesame ha in parte accolto il ricorso sulle misure cautelari avanzato del pm Piera Cristina Giannusa sul caso di Toano: il tribunale ha disposto la custodia cautelare in carcere per il 42enne Riccardo Guida e la moglie 37enne Silvia Pedrazzini - figlia dell’anziano morto -, finora sottoposti a obbligo di firma e di dimora a Suzzara (Mn), e ha confermato invece queste due ultime misure già in vigore a Toano per la vedova Marta Ghilardini. La decisione non è definitiva. La difesa ha tempo dieci giorni per impugnarla, come già preannuncia di fare l’avvocato Ernesto D’Andrea, difensore della coppia Guida-Pedrazzini: "Farò ricorso in Cassazione". Per loro restano attive le misure disposte dal gip Dario De Luca, che aveva scarcerato tutti e tre. C’è un fil rouge, nella ricostruzione del Riesame sul piano criminale: il bisogno di soldi della famiglia, accentuato dopo la morte, il 18 dicembre 2021, di Giuseppina Colombarini, madre di Marta Ghilardini. E spunta un superteste: il nipote minorenne di Giuseppe Pedrazzini, figlio di Riccardo e Silvia, che era al corrente di tutto. "Gli indagati hanno agito in modo da impedire agli amici, al nipote, ai ...

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