In campo il dottor Daniele Finucci. Sarà lui a sfidare il dem Ronzoni

Il medico di base alla guida di una lista (’Uniti per cambiare’) che si propone "in discontinuità" con le proposte attuali .

In campo il dottor Daniele Finucci. Sarà lui a sfidare il dem Ronzoni

Il dottor Daniele Finucci

Il dottor Daniele Finucci, medico di base da 20 anni a Gattatico e presidente del centro di medicina "La Camelia", candidato sindaco della nuova lista: "Uniti per Cambiare". A tre mesi e mezzo dalle elezioni, inizia a delinearsi il quadro politico. Dopo che l’assemblea comunale del Pd ha ricandidato il sindaco uscente Luca Ronzoni sperando di fare bis (nel 2019 raccolse il 44,5%), adesso tocca alle compagini civiche. In attesa di sapere se la rosso-verde "Terra Viva" (28,1%) si ripresenti, sparisce il centrodestra (27,5%) con i simboli dei partiti. "Uniti per cambiare" si propone in "discontinuità con buona parte delle proposte politiche dell’attuale amministrazione e soprattutto della loro modalità di realizzazione". Ma non trascurerà "l’interlocuzione con tutte le principali forze politiche e civiche già operanti sul nostro territorio, con le associazioni di categoria e con tutto il mondo associazionistico che rende ricco il nostro tessuto sociale".

A breve inizieranno i tavoli di lavoro per la definizione del programma elettorale e della rosa di nomi della lista. Finucci spiega di aver deciso - aiutato e coadiuvato da un gruppo di cittadini volonterosi e pronti ad impegnarsi con lui - perché da tempo "raccolgo dai miei pazienti costanti lamentele sulla gestione della cosa pubblica. Ho vissuto in prima persona le traversie che hanno portato alla creazione de "La Camelia", e ho toccato con mano le vicissitudini legate alla gestione dell’emergenza sanitaria, rendendomi conto di come frequentemente l’arroganza e l’autoreferenzialità delle istituzioni contrasti pesantemente coi principi del mandato che esse hanno ricevuto dai cittadini".

Alla base del progetto civico "votato alla massima inclusività di tutte le realtà sul territorio, ci sono i principi base che dovrebbero animare tutte le amministrazioni, ma che abbiamo trovato particolarmente carenti nella nostra, come la disponibilità al coinvolgimento della cittadinanza a monte delle scelte più impattanti, la definizione di priorità condivise, il supporto al tessuto associazionistico territoriale, l’utilizzo di risorse pubbliche finalizzato ad opere di reale interesse locale".