La canzone dei granata s’intitola ’Un punto d’oro’. Fermata la Cremonese

Rozzio, Marcandalli e Bardi firmano sotto il Torrazzo una prova d’autore. Reggiana in vantaggio: i grigiorossi non subivano gol in casa dal 21 ottobre. Poi il solito Coda rimette il match in equilibrio. Settimo risultato utile consecutivo.

CREMONESE

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REGGIANA

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CREMONESE (3-5-2): Saro; Sernicola, Bianchetti, Lochoshvili; Ghiglione (21’st Zanimacchia), Abrego, Castagnetti (43’st Tsadjout), Falletti (43’st Majer), Johnsen; Vazquez (43’st Quagliata), Coda (47’st Rocchetti). A disp.: Brahja, Livieri, Marrone, Ciofani, Afena-Gyan, Della Rovere. All.: Stroppa

REGGIANA (3-4-2-1): Bardi; Sampirisi, Rozzio, Marcandalli; Fiamozzi, Kabashi, Bianco, Pieragnolo; Portanova (17’st Antiste), Melegoni (30’st Girma); Gondo (30’st Varela). A disp.: Sposito, Satalino, Cigarini, Reinhart, Libutti, Blanco, Pettinari, Szyminski. All.: Nesta

Arbitro: Fabbri di Ravenna (Perrotti di Campobasso e Fontemurato di Roma 2; IV ufficiale Pezzopane di L’Aquila; Var Gariglio di Pinerolo, Avar Muto di Torre Annunziata)

Reti: Marcandalli (R) al 12’st, Coda (C) al 25’st.

Note: spettatori 8956 totali. Ammoniti Ghiglione, Abrego, Bianchetti, Falletti, Melegoni, mister Nesta e Majer. Espulso Johnsen (C) al 45’st per fallo violento. Angoli: 9-4. Recuperi: 1’ e 6’

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"Di Rozzio, Marcandalli e Bardi, il titolo è ‘un gran punto’. Dirige l’orchestra il maestro Alessandro Nesta, canta la Reggiana". Se l’incontro di Cremona fosse un brano in gara al Festival di Sanremo, giunto proprio ieri alla serata finale, probabilmente verrebbe presentato proprio così.

Questo perché nel prezioso pareggio in terra lombarda c’è lo zampino di Rozzio, anzi il piedone, che ha murato nel primo tempo (38’) un tiro di Vazquez in piena area di rigore.

Un recupero miracoloso.

Marcandalli perché ha segnato il vantaggio: un colpo di testa (sovrastato Lochoshvili su corner di Melegoni al 57’, è il primo gol in granata per lui) che ha fatto crollare la muraglia della Cremonese, che in casa in B non subiva gol addirittura dal 21 ottobre scorso col Sudtirol (tra l’altro si trattò di un’autorete).

Bardi perché i suoi guantoni non mancano mai (chiedere a Lochoshvili e Vazquez).

La Cremonese veniva da un 2024 perfetto: quattro partite, quattro vittorie per 1-0.

Questo dà ancor di più la giusta dimensione all’ottimo risultato per i colori granata.

Guarda tu come cambiano le cose da una settimana all’altra: l’1-1 con la Feralpi fu preso come una sconfitta (in 11 contro 9), quello di ieri ha quasi il sapore della vittoria.

La Reggiana sale, così, a sette partite consecutive senza sconfitte (tre vittorie e quattro pari), e a quota 30 punti in classifica (più otto sui playout in attesa di Ternana-Spezia di oggi).

Un cammino importante, come importante è stata la prestazione di ieri.

Vero, la Cremonese in alcuni frangenti ha spinto in maniera forsennata, con un pressing soffocante che ha indotto all’errore i granata.

Un esempio è la palla persa da Kabashi nel gol di Coda.

La difesa, però, ha retto bene, e le sortite offensive a spaventare la "Cremo" non sono mancate. Lo spauracchio più grande arriva a 10’ dal termine: Falletti segna il 2-1, ma Bianco è per terra a centrocampo.

Questo perché è stato colpito dal reggiano Castagnetti: Fabbri lascia correre, ma il Var lo richiama e la rete viene giustamente annullata. "Fiuuu". Sospiro di sollievo.

Al 90’ il rosso a Johnsen (fallo su Kabashi), e nei 6’ di recupero Varela (tiro deviato) e Antiste (colpo di testa fuori) hanno rischiato di regalare un colpaccio che avrebbe superato pure Bari per clamore.

Va fin troppo bene così: sabato a Reggio arriverà la Ternana (ore 14).

All’andata (3-0 per gli umbri) la peggior Reggiana: ora sembra proprio un’altra storia.