La madre uccisa e il bacio del Papa. Il perdono ha il sorriso di Alessandro

In Vaticano i familiari di Juana Cecilia e di Emanuele Iori, lei vittima di femminicidio, lui di un pirata. Una giornata speciale per la comunità reggiana. La gioia del figlioletto della donna accanto a Francesco .

La madre uccisa e il bacio del Papa. Il perdono ha il sorriso di Alessandro

La madre uccisa e il bacio del Papa. Il perdono ha il sorriso di Alessandro

Due famiglie reggiane, entrambe sconvolte da una morte violenta, si ritrovano assieme in udienza da Papa Francesco, pronte a concedere un impensabile perdono.

È stato un mercoledì mattina commovente quello vissuto dalla comunità emiliana scesa in Vaticano per consegnare la ’Tovaglia del Perdono’, realizzata dall’associazione Reggio Ricama. Assieme ai tanti volontari, infatti, c’erano i testimoni di cosa significhi intimamente quella parola: perdono.

Le foto di Juana Cecilia Loayza Hazana, vittima di un femminicidio brutale nel novembre del 2021, e di Emanuele Iori, travolto in scooter da un ventenne ubriaco nell’ottobre 2023, sono state benedette da Francesco, che poi le ha restituite ai famigliari. Mentre i figli di Juana Cecilia ed Emanuele hanno consegnato un disegno al Papa, che ha restituito il gesto con un affettuoso bacio e una caramella.

"È stata una giornata meravigliosa. Per andare avanti io ho bisogno di molta forza. E vedere il Papa mi ha dato un sentimento di tranquillità. Perdonare? L’ho già fatto, sennò come farei a insegnare il perdono a mio nipote?". Questa è la forza delle parole di Dina Loayza, madre di Juana Cecilia, assassinata dall’ex compagno in un parchetto di Reggio Emilia. Una storia brutale, fatta di ossessioni, pedinamenti, persecuzioni e, infine, di coltellate fatali. Il killer, Mirko Genco, dovrà scontare 30 anni di carcere secondo la sentenza di primo grado. Ma a sopravvivere a questa tragedia è stato il figlio di Juana Cecilia, Alessandro, che oggi ha 4 anni e vive a Reggio con la nonna, diventata paladina della lotta alla violenza sulle donne. "Ho Alessandro qui con me – racconta commossa la donna ai cronisti – ed è stato bello sentire e vedere Francesco. Come dice il Papa, per poter avere il cuore tranquillo dobbiamo per forza perdonare".

Ed è proprio questo il senso che monsignor Tiziano Ghirelli, reggiano, canonico della Basilica di San Pietro, ha voluto dare a questa visita speciale. La Tovaglia del Perdono, ha detto, "trasformi una ferita in una feritoia", da cui possa passare speranza e carità cristiana.

L’emozione più intensa l’ha certamente vissuta il piccolo Alessandro, che quando ha visto il Papa davanti a sé gli si è gettato addosso, abbracciandolo con affetto e sorridendo. Un sorriso raro sul volto di un bimbo vittima di un lutto incomprensibile a quell’età. Un sorriso che ha dato speranza anche alla nonna e alla zia Paulina Rosaria, presenti all’udienza papale.

Quella stessa speranza che ieri mattina – accanto al piccolo Alessandro – ha cercato nell’abbraccio con Francesco, sempre nell’udienza generale, anche la famiglia di Emanuele Iori, 42 anni, travolto da un’auto pirata in una strada di Albinea, nelle prime ore dello scorso 21 ottobre. A condividere con il Papa dolore e voglia di vita sono venuti in Sala Nervi la moglie Cecilia Persona con i due figli, Francesca e Manuel, 10 e 20 anni. Ed esattamente 20 anni è l’età del guidatore – di ritorno da una discoteca e subito arrestato perché sotto effetto di alcol e sostanze stupefacenti – della vettura che ha travolto l’uomo. Un’altra tragedia che, così come nel caso di Juana Cecilia, ha sconvolto l’intera comunità reggiana. Che oggi trova un po’ di conforto tra le braccia di Papa Francesco.