La protesta dei sindacati: "Rette insostenibili alle case di riposo. La Regione ci ripensi"

Sit-in dei segretari confederali davanti alla sede della Provincia "Chiediamo all’amministrazione Bonaccini di sospendere la delibera. Va avviato un tavolo di confronto che tenga conto degli indicatori Isee".

La protesta dei sindacati: "Rette insostenibili alle case di riposo. La Regione ci ripensi"

La protesta dei sindacati: "Rette insostenibili alle case di riposo. La Regione ci ripensi"

Case di riposo sempre più care, sindacati in piazza contro la delibera con cui - in modo unilaterale - la Regione Emilia-Romagna ha aumentato le rette di 4,10 euro al giorno: in media quasi 125 euro al mese, 1500 euro l’anno, a carico delle famiglie degli anziani e dei disabili di ogni età.

Cgil, Cisl e Uil ieri mattina hanno manifestato davanti alla sede della Provincia, con i segretari Cristian Sesena, Rosamaria Papaleo e Roberto Rinaldi che hanno poi incontrato il presidente Giorgio Zanni per chiedergli che si faccia interprete delle richieste sindacali e di una forma di chiara perplessità istituzionale verso una scelta "che rischia di scaricarsi a caduta sui Comuni e le Unioni e successivamente sui cittadini".

La protesta proseguirà nei prossimi giorni e culminerà il 13 febbraio con un presidio sotto i Palazzi della Regione a Bologna. "Chiediamo di sospendere la delibera – spiega Sesena, segretario generale della Cgil Reggio – e di aprire un tavolo di confronto serio in cui andare chiedere gradualità; chiediamo un miglioramento dell’offerta di servizi e un ragionamento complessivo rispetto ai posti letto disponibili nelle case di riposo".

"E poi – aggiunge – domandiamo l’uso dell’indicatore Isee in modo da stabilire gli aumenti in base alla capacità retributiva e sostenibilità delle singole famiglie".

Il presidente Zanni – che è anche sindaco del Comune di Castellarano – ha spiegato ai sindacati le idee che le singole Unioni di Comuni reggiane metteranno in campo per provare a mitigare l’effetto della delibera.

"Riteniamo sia una delibera iniqua perché non distingue tra ricchi e fragili economicamente, ma applica un aumento indiscriminato", sottolinea Papaleo, leader della Cisl Emilia centrale.

"Oltrettutto – continua la segretaria – la Regione ha deciso senza un preventivo confronto con le parti sociali e con i Comuni, su cui si scaricheranno questi costi. Le famiglie che non ce la faranno a pagare le rette, chiederanno compensazioni proprio alle amministrazioni comunali".

E la risposta non sarà uguale non tutti, fa notare la sindacalista: "C’è chi ha la fortuna di vivere in una cittadina che ha un bilancio con spazi per potere integrare l’aumento. Ma laddove il Comune non ha margini, l’aumento si scaricherà sulle famiglie o sui risparmi, la pensione della persona non autosufficiente".

Sul perché Bologna non abbia discusso con le parti sociali prima di adottare i rincari, Sesena ha le idee chiare: "La Regione è rimasta in balia degli enti gestori - soprattutto il Terzo Settore, le cooperative sociali - , che sono quelli che garantiscono i servizi in queste realtà. I gestori hanno adottato una politica ricattatoria: o noi tagliamo il servizio, oppure voi procedete con gli aumenti".

Roberto Rinaldi (segretario generale Uil Reggio e Modena) fa un’altra considerazione.

"La delibera – afferma – mette in ginocchio il sistema: noi siamo per la progressività, come previsto dalla Costituzione. Lo abbiamo chiesto in sede governativa, quando ci siamo mobilitati anche con scioperi in novembre. Il welfare è tout-court in difficoltà, la risposta Governo è stata il ‘Patto della terza età’, che non è esaustiva perché riguarda poche migliaia di persone indigenti: si parla di un’operazione che agisce sotto i 6mila euro di reddito".

Rinaldi si dice soddisfatto della manifestazione reggiana perché "oggi in piazza abbiamo portato sia persone anziane ma anche i lavoratori attività perché il problema riguarda tutti e se non si risolve ora, ce lo trascineremo in futuro".

Cosa fare?

"Bisogna riaprire il tavolo: non c’è stata trattativa e ci viene da dire che il Patto regionale che sottoscrivemmo allora con Bonaccini non esiste più".

Il segretario della Camera del Lavoro mette in luce le complessità specifiche della realtà reggiana: "Per le case di riposo ci sono liste di attesa enormI, e c’è una concorrenza pesantissima del privato. L’esigenza è di ridiscutere il pacchetto", rimarca.

"Non si può chiedere solamente di tagliare quel 4,1 euro al giorno su tutti indipendentemente dall’Isee: si possono fare aumenti, ma sulla base delle capacità economiche".

"È una situazione di iniquità – sottolinea – che genera iniquità, e per noi è assolutamente intollerabile. Reggio e l’Emilia Romagna sono realtà con un invecchiamento della popolazione altissimo, viviamo in un inverno demografico ormai irreversibile".

"Se gli aumenti indiscriminati sono il modo di approcciare un problema che ricadrà su tutto il nostro modo di vita da qua ai prossimi 10-15 anni – conclude Sesena – siamo sulla cattiva strada. Questo è un aumento per mantenere lo status quo, che comunque non verrà mantenuto perché negli anni andranno ad aumentare gli anziani bisognosi".