L’addio a Kulwinder, la donna morta incinta

Alla sobria cerimonia, che si è tenuta a Coviolo, era presente anche il sindaco Ronzoni.

L’addio a Kulwinder, la donna morta incinta

Solo gli stretti familiari (accompagnati dal sindaco) hanno preso parte alla cerimonia che ha dato l’estremo saluto alla 40enne morta davanti al Franchini

Nel corso di una sobria cerimonia al cimitero di Coviolo, a Reggio, è stato dato l’ultimo saluto ieri a Kulwinder Kaur, 40 anni, la signora originaria del Punjab che nei giorni scorsi è spirata tra le braccia del marito – col suo terzo bimbo in grembo – davanti all’ospedale Franchini di Montecchio.

Era stato un vicino ad accompagnare la coppia in auto verso l’ospedale. "La donna – aveva spiegato al Carlino – soffriva molto e i soccorsi erano troppo lenti per aspettare".

Alla cerimonia di commiato hanno preso parte – oltre al marito e alle due figlie in tenera età – i parenti e, a rappresentare il dolore e la partecipazione di tutta la comunità gattaticese, il primo cittadino Luca Ronzoni in fascia tricolore, accompagnato da un agente della Polizia locale.

"Era incinta di due mesi, tutto andava bene ma da quattro giorni ha iniziato ad aver male davanti, al petto. Pensavamo fosse il suo stato", ci aveva spiegato poche ore dopo la tragedia il marito Hardeep Singh, 42enne, dipendente dell’agriturismo Fattoria Marchesini.

"Dopo cena stavamo chiacchierando e tutto era a posto. Poi lei è andata in bagno e ha rimesso la cena - ci aveva detto il marito - È tornata è si è seduta su questo divano ma si dondolava avanti ed indietro per il male. Poi ha vomitato ancora. Ho chiamato il 118 e Somdeep che abita qui accanto. Abbiamo aspettato, ma lei ad un certo punto si è buttata indietro per il male così abbiamo deciso di portarla a Montecchio".

Sabato prossimo la salma della signora sarà cremata nell’ara di Coviolo; in contemporanea nel tempio di Parma verrà recitata una preghiera per la donna, che lascia nel dolore le due bimbe e un marito che ha fatto il possibile per strapparla ad una morte che ancora resta senza spiegazioni.