Le paure delle lavoratrici "Mi faccio accompagnare"

Le voci al femminile: "Ma dopo il delitto di Thabet la situazione sta migliorando"

Le paure delle lavoratrici  "Mi faccio accompagnare"
Le paure delle lavoratrici "Mi faccio accompagnare"

di Alessandra Codeluppi

Nella zona della stazione ferroviaria l’annoso problema della sicurezza viene sentito da tutti, residenti e viaggiatori, ma anche e soprattutto donne. La paura trapela da quelle che ogni giorno lavorano lì, con diverse mansioni, e che, facendo i turni, devono entrare o uscire al buio. La divisa che alcune di loro indossano come personale del gruppo Ferrovie dello Stato non basta a proteggerle dai rischi. Per questo motivo salutano con favore l’introduzione degli stalli dedicati, in un punto dentro la stazione che può dare loro maggiore sicurezza.

"Quella dei posti auto rosa è una novità positiva – ci confida una lavoratrice di Fs tra un saliscendi dai treni e l’altro –. Qui il problema sicurezza lo sentiamo: basti pensare alla cronaca, all’omicidio del giovane".

Il riferimento è alla morte violenta del 18enne Mohamed Alì Thabet, ucciso con una coltellata al petto da un connazionale tunisino, il 22enne Hadi Trabelsi, che ha confessato: dietro, un presunto movente di una contesa su una bici per 20 euro, ma anche il consumo di crack.

Un’altra collega concorda: "Siamo molto contente di questo nuovo servizio".

E in effetti risulta che le donne abbiano inviato una lettera di ringraziamento per il posteggio rosa che, dopo Bologna e Rimini, è stato introdotto anche nella nostra città, all’interno del progetto-pilota avviato nella nostra regione, che vuole rispondere alle esigenze di maggiore protezione avvertite dalle donne.

Diciassette anni dopo, Reggio non ha dimenticato l’incubo vissuto da una lavoratrice che faceva le pulizie in stazione: lei, allora 54enne, attorno alle 4 del 30 marzo 2007, fu costretta da un giovane a entrare a in uno sgabuzzino, dove fu picchiata e violentata. Le indagini della polizia di Stato portarono poi a identificare l’autore in un 17enne senegalese, con precedenti per reati sessuali, inquadrato dalle telecamere e riconosciuto dalla vittima in una foto segnaletica. Ma, anche senza arrivare a un episodio così grave, la paura di subire molestie o scippi nel tratto tra l’auto e la stazione può condizionare pesantemente la tranquillità delle donne,

Una giovane barista che lavora nella stazione ferroviaria sostiene che, dopo la morte di Thabet, qualcosa è cambiato: "La situazione è migliorata e io mi sento protetta. In occasione del concerto di Harry Styles abbiamo servito tantissime persone, solo acqua e niente alcol, ed è andato tutto liscio. Il sabato prima dell’omicidio, avevo assistito alla scena di un uomo che buttava la bottiglia sulla testa di un altro, e anche a litigi per droga: ora c’è più tranquillità".

In zona passa una volante della questura, che si infila nel sottopasso per via Europa e sorveglia la zona. Per la ragazza i turni di lavoro iniziano alle 5.30 e finiscono alle 18.30: "Quando c’è buio le mie colleghe si fanno portare dai mariti e pure io preferisco farmi accompagnare".