L’ultimo saluto a Saman. Il ricordo del fratello: "Sorella coraggiosa, mi mancherai sempre"

Ieri i funerali a Novellara a tre anni dal delitto compiuto dai familiari. Ali Haider copre la bara con la terra e depone per lei una rosa bianca.

L’ultimo saluto a Saman. Il ricordo del fratello: "Sorella coraggiosa, mi mancherai sempre"

L’ultimo saluto a Saman. Il ricordo del fratello: "Sorella coraggiosa, mi mancherai sempre"

Ha scelto la foto più iconica di Saman. La fascia tra la chioma lucente, il rossetto e il mascara a risaltare i suoi occhioni. L’immagine di ciò che voleva essere, senza imposizioni e come una qualsiasi ragazza del nostro Paese. Italian Girl, come si chiamava sui social che utilizzava di nascosto dai genitori. A corredo una frase che profuma di libertà. "Sei sempre stata la sorella più forte e coraggiosa. Mi mancherai ogni giorno, ogni momento, ogni notte". Il fratello Ali Haider, da poco maggiorenne, ha voluto dipingere così sulla stele dedicata alla 18enne pachistana uccisa la notte fra il 31 aprile e il primo maggio del 2021 dalla sua stessa famiglia dopo per essersi opposta a un matrimonio forzato con un cugino in patria.

Dopo quasi tre anni dal delitto, ieri pomeriggio è stato il momento dell’ultimo saluto nella sua Novellara in lutto cittadino. E a tre mesi dalla sentenza in primo grado che ha visto condannare all’ergastolo (il padre Shabbar Abbas in carcere, la madre Nazia è latitante) e lo zio a 14 anni e i due cugini assolti. Finalmente una degna sepoltura dopo quella crudele di chi l’ha ammazzata, nascondendo il suo corpicino a tre metri sotto terra, rimasto lì fino al 18 novembre 2022 quando lo zio Danish decise di rivelare il luogo dell’occultamento, a pochi passi dalla casa dove Saman viveva.

Nella ristretta cerimonia privata al cimitero novellarese – da volontà del fratellino, anche come forma di protezione essendo testimone chiave al processo e colui che ha raccontato la verità dei fatti puntando il dito contro i familiari – è stato proprio Ali Haider a seppellire con la terra la candida bara della sorella, invitato dall’Imam Yassine Lafram, presidente dell’Ucoii (l’unione delle comunità islamiche italiane) che ha celebrato la cerimonia. Una quindicina gli ammessi al rito, tra cui la sindaca di Novellara, Elena Carletti e il prefetto Maria Rita Cocciufa, i rappresentanti delle comunità islamiche di Reggio e provincia oltre ad alcuni amici che il fratello ha voluto vicino a sè in questo giorno importante.

"Ali Haider era molto provato e commosso ha partecipato attivamente alla cerimonia – ha spiegato l’Imam – Va ancora sostenuto, sta vivendo uno dei momenti più difficili della sua vita. Ha visto la sorella inumata, che non c’è più. E che è tutto finito. Va aiutato a elaborare questo lutto". Il fratello ha poi deposto una rosa bianca, assieme ad un’altra omaggiata da Nour El Huda Khamis Nagy, 26enne di origine egiziana, portavoce delle donne della comunità islamica di via Monari a Reggio.

Non c’era invece Saqib, il fidanzato inviso alla famiglia che Saman voleva sposare e con cui stava prima di essere uccisa. "Ci riserviamo di visitare la tomba privatamente un altro giorno", ha detto il suo avvocato Barbara Iannuccelli. Lapide che è stata posizionata di fianco a quella di Augusto Daolio, storico leader del gruppo novellarese dei Nomadi. Il cantore di "Io voglio vivere". Proprio come avrebbe voluto Saman...