Nuova holding del trasporto. Mal di pancia dei sindacati: "Ci si allontana dal territorio"

L’operazione prevede l’assorbimento da parte di Tper delle principali aziende emiliano-romagnole. Seta rassicura: "Siamo in fase preliminare, la nostra priorità saranno le prerogative dei lavoratori".

Nuova holding del trasporto. Mal di pancia dei sindacati: "Ci si allontana dal territorio"

I sindacati del trasporto pubblico davanti al municipio

Non piace a Cgil e Filt il modo in cui la Regione e le aziende pubbliche di trasporto su gomma intendono attuare la rivoluzione nel settore per far fronte alle gare europee 2026 e contrastare l’ingresso in campo dei big nazionali ed esteri. Lo strumento è una maxi holding che accorperà le maggiori aziende emiliano-romagnole: Tper (Bologna e Ferrara), Seta (Reggio, Piacenza e Modena), Start (Romagna); rimarrebbe fuori solo Tep che, con ogni probabilità, sarà affidataria in house per il Parmense. Non piace e viene considerata un’occasione persa il piano industriale allegato al Protocollo d’intesa che la giunta Bonaccini ha approvato il 21 febbraio. Nonostante le richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali, le società operative territoriali (Sot) della holding non saranno a carattere provinciale. L’operazione prevede la fusione per incorporazione in Tper (controllata al 46% dalla Regione) di Seta e Start. Il processo di integrazione societaria, dicono dalla direzione di Seta, "è un obiettivo strategico indicato dagli enti soci. Abbiamo comunicato al personale che al momento il processo è in una fase di avvio preliminare, le cui modalità concrete di attuazione e i tempi di realizzazione sono ancora da definire". Inoltre "ogni aspetto operativo riguardante il personale oggi in forza presso Seta sarà oggetto di adeguato confronto e verrà valutato e deciso nelle sedi opportune, tenendo come riferimento prioritario il rispetto delle prerogative dei lavoratori". La holding assorbirà la struttura tecno-burocratica, la proprietà dei mezzi e - in caso di vincita dei bandi - sarà titolare dei contratti; le Sot saranno i soggetti che sul territorio dovranno organizzare e gestire i servizio. I sindacati - ma anche Provincia e Comune di Reggio - ne volevano una per provincia. "Poteva essere l’occasione per rivedere la gestione dei perimetri di intervento dei singoli Comuni e Provincie, in particolare nelle Sot - dicono da via Roma - Il mantenimento delle Sot a livello extra provinciale, che ricalcano gli ambiti di azione delle aziende che andranno a costituire la holding, unito alla regionalizzazione della governance non solo non migliorerà questo aspetto, ma anzi potrà peggiorarlo allontanando ancora di più dal territorio la gestione concreta dei servizi di trasporto pubblico". Cgil e Filt s’augurano dunque che "non sia un’occasione mancata per migliorare gli aspetti che oggi presentano criticità"; una grande azienda (sarebbe la terza in Italia per dimensioni e fatturato) può "diventare volano utile a creare un servizio migliore ai cittadini, a patto però che si preveda di destinare adeguate risorse a chi quel servizio lo fa funzionare ogni giorno: i lavoratori". Si dovrà anche "rivedere il sistema degli affidamenti a soggetti privati", per riportare tutto il Tpl sotto controllo pubblico: "Il cambiare tutto per non cambiare nulla non serve ai cittadini, e non serve ai lavoratori ai quali vengono già chiesti quotidianamente pesantissimi sacrifici". Chiedono operazioni di armonizzazione contrattuale che preservino le migliori condizioni attuali.