Nuovo scacco al ’Volpone’ Confiscati beni per 3 milioni

L’antimafia colpisce nel patrimonio il cutrese Salvatore Curcio, 49 anni. Via cinque imprese del settore edile, auto, immobili e 43 conti correnti.

Nuovo scacco  al ’Volpone’  Confiscati beni per 3 milioni

Nuovo scacco al ’Volpone’ Confiscati beni per 3 milioni

di Francesca Chilloni

La Direzione investigativa antimafia di Bologna ha confiscato a Salvatore Curcio, detto "Volpone", imprenditore 49enne originario di Cutro, beni del valore di circa 3 milioni di euro: due immobili, cinque imprese del settore edile e immobiliare in provincia di Piacenza e di Cremona, nonché due auto e 43 conti bancari accesi in numerosi istituti di credito.

L’uomo - residente a Cremona ma con molti rapporti con il reggiano e che come imprenditore edile ha lavorato anche in Veneto e Liguria - è stato anche sottoposto alla misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di polizia, con l’obbligo di soggiorno nel comune di residenza per anni cinque.

Curcio è indiziato di appartenere alla piovra ‘ndranghetistica della cosca Grande Aracri di Cutro, attiva (oltre che in Calabria) a Reggio, Parma, Modena, Piacenza, Mantova e Cremona.

Cosca, scrive la Dia, "la cui esistenza e operatività è stata definitivamente sancita dalle sentenze del maxi processo Aemilia" celebratosi a Reggio.

Le indagini su "Volpone" (soprannome che gli era stato affibbiato in quanto amministratore della società dal collodiano nome de "La Volpe immobiliare"), hanno avuto un notevole impulso anche grazie alle dichiarazioni dei tre collaboratori di giustizia al centro di Aemilia: suo cugino Salvatore Muto, Giuseppe Liperoti e il reggiano Antonio Valerio.

Dalle indagini era anche emerso che l’imprenditore insieme ad altri, da giovane era stato incaricato di eseguire rapine a Reggio; inoltre nel 1997 avrebbe fatto parte di un commando che aveva fatto un raid criminale contro una discoteca di Poviglio.

Scagionato invece nell’inchiesta "Valpolicella" in Veneto per operazioni inesistenti e frodi fiscali, che aveva anche lambito Carmine Sarcone di Bibbiano e Francesco Frontera.

La confisca dei beni di Curcio arriva dopo un tormentato iter giudiziario.

"Il risultato raggiunto - spiegano dalla Dia di Bologna - origina da una complessa attività investigativa i cui esiti avevano portato nel luglio 2021 il Procuratore della Dda di Bologna e il direttore della Dia a formulare una proposta congiunta per l’applicazione delle citate misure di prevenzione personale e patrimoniale".

Il primo sequestro di beni per 1,5 milioni di euro era avvenuto il 5 gennaio 2022 a seguito di "accertamenti sull’esecuzione di lavori edili finalizzati all’infiltrazione nell’economia locale e nazionale e operazioni di falsa fatturazione".

L’avvocato difensore Aldo Truncè si era opposto, con il tribunale di Bologna che aveva accolto l’istanza di restituzione.

La decisione era poi stata impugnata dall’Antimafia e ieri i beni (per il valore di 3 milioni e non più di 1,5) sono stati confiscati.