Octopus dimezzata. Prescrizione per diciotto

La maxi-inchiesta sulle fatturazioni false riguardava molti imprenditori. Restano in 16, tra cui l’ex giornalista Gibertini e Salsi della Reggiana Gourmet.

Octopus dimezzata. Prescrizione per diciotto
Octopus dimezzata. Prescrizione per diciotto

La tagliola temporale si è abbattuta su oltre la metà degli imputati che erano stati rinviati a giudizio, nel maggio 2021, dal giudice Luca Ramponi, all’esito dell’udienza preliminare scaturita dell’inchiesta ‘Octopus’: l’indagine, condotta da carabinieri e finanza coordinati dal pm Valentina Salvi, si incentrò sull’operato di nomi noti della città in ambito imprenditoriale, sportivo e giornalistico, oltre a liberi professionisti, per un grosso giro ipotizzato di false fatturazioni e altri reati. Illeciti fiscali, e non solo che permettono guadagni ingenti e su cui la Procura reggiana ha acceso da anni i riflettori, portando alla luce il sommerso attraverso maxi inchieste come ‘Billions’ e altre. Sulle 34 persone che dovevano affrontare il rito ordinario, ieri il collegio dei giudici presieduto da Luigi Tirone, a latere Matteo Gambarati e Laura Fioroni, ha stralciato 18 posizioni, con accuse di minore gravità, in vista dell’estinzione dei reati loro contestati perché è intervenuta la prescrizione.

Restano a processo in sedici, tra cui i sei imputati che devono rispondere della contestazione più pesante, cioè di associazione a delinquere finalizzata a commettere reati fiscali, in particolare emissione di fatture per operazioni inesistenti, e riciclaggio, per fatti dal 2011 al 2013. Si tratta dell’ex giornalista reggiano Marco Gibertini (1965) che ieri, come altri imputati, ha chiesto di essere sentito nel processo; l’ex titolare della Reggiana gourmet Mirco Salsi (1957), di Reggio e Antonio Silipo (1969), di Cadelbosco: tutti e tre sono stati condannati a vario titolo nel processo di ‘ndrangheta ‘Aemilia’. Figurano anche i romani Piersandro Pregliasco (1970), Gianluca Mussoni (1972) e Valerio Villani (1985). Per l’accusa, i sei imputati avrebbero utilizzato società commerciali che organizzavano vendite e acquisti di merce secondo il sistema delle ‘frodi-carosello all’Iva’: questo metodo prevede il transito commerciale tra imprese controllate e gestite da loro stessi, per interporle tra il venditore e l’effettivo destinatario, attraverso passaggi fittizi e utilizzando le ditte ‘cartiere’. Gli altri dieci a giudizio in ordinario, con varie accuse ma non il reato associativo, sono Andrea Rossi (1972), Novellara, un tempo dipendente della Cna di Bagnolo; Mauro Donelli (1957), Cavriago, chiamato in causa come responsabile della Re volley; Massimo Cavalieri (1959), Bergamo; Elena Rivi (1967), Castellarano; Mario Gaspari (1967), di Reggio, uno dei fondatori dell’omonima agenzia di viaggi; Domenico Rossi (1973), Bagnolo; Andrea Belzoino (1978), Bagnolo; Marco Belzoino (1981), Bagnolo; Antonio Belzoino (1953), Bagnolo; Omar Costi (1974), Reggio, quest’ultimo condannato in ‘Aemilia’. A quanto emerge, anche per alcune accuse a loro carico si profilerà la prescrizione.