Premio Maramotti, dilemma digitale. Ma Luigi esalta la capacità manuale

L’amministratore delegato del gruppo Max Mara parla della nonna Giulia che gli insegnò a cucire. Agli studenti: "Mia madre era scandalizzata. Ma la dimensione virtuale non può diventare sostitutiva".

Premio Maramotti, dilemma digitale. Ma Luigi esalta la capacità manuale

La platea del premio Maramotti Coinvolti Nobili e Chierici

All’insegna del ’creare a mano’ si è svolto il premio Giulia Maramotti dal titolo ’The fashion behind chapter 1’ (la moda dietro il capitolo 1, ndr). Promosso dalla Fondazione omonima e dal Soroptimist club e a favore del liceo artistico Chierici e dell’istituto Nobili. Gli esperti Marcella Sabbatini e Diego Salerno (Max Mara) hanno incontrato in questi mesi gli studenti, supportandoli nella progettualità allineata a quella aziendale. I ragazzi hanno operato in team sul tema ’Come si delineano i trend di stagione’, e individualmente sulla giacca come must have. A condurre la manifestazione è stata Maria Chiara Spallanzani, presidente Soroptimist. Entusiasta Giovanna Galli (docente Unimore). La discussione è caduta su digitale e manualità. Luigi Maramotti (amministratore delegato di Max Mara e nipote di Giulia Maramotti) ha raccontato: "Quello della moda è un mestiere, noi andiamo a cercare le persone, le esperienze pratiche. Mia nonna, quando avevo 8 anni mi ha insegnato a cucire a macchina. Mia madre ne fu scandalizzata. La nonna la zittì dicendole: ’Non gli farà male’. Quello che si impara lo si ha sempre per la vita, occorre consapevolezza e imparare con le mani, la dimensione del virtuale non può divenire sostitutiva. Bisogna dialogare con le persone che sanno fare veramente". Maramotti, ha terminato promettendo di raddoppiare lo sforzo per il premio con più persone e mezzi economici, sottolineando però che quel che più serve è la conoscenza e la volontà di trasferirla. Fra manuale e digitale l’ospite d’onore: Edward Buchanan (creative multitasking. Hanno coordinato gli studenti del Chierci le docenti Marilena Soncini e Simona Messori, col dirigente Daniele Corzani.

Mariagiuseppina Bo