"Reato di tortura, il ministro conferma di volerlo modificare"

Il ministro Nordio conferma l'intenzione di modificare il reato di tortura in risposta ai recenti fatti nelle carceri, suscitando preoccupazioni tra i parlamentari. Il dibattito sulla giustizia si infiamma anche per l'uso di cellulari in carcere e l'abolizione dell'abuso d'ufficio.

"Reato di tortura, il ministro conferma di volerlo modificare"

Il guardasigilli Carlo Nordio: i sindacati della penitenziaria lo hanno invitato a Reggio per il caso-carcere

"A fronte dei fatti gravissimi avvenuti nelle nostre carceri, in particolare di recente a Reggio, il ministro Nordio conferma l’intenzione di modificare il reato di tortura". Lo ha detto Devis Dori, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra Italiana, in commissione Giustizia, prima firmatario della interrogazione a risposta immediata al ministro della Giustizia. "Lo ha spiegato nel corso del question time, parlando dell’introduzione del dolo specifico al posto di quello generico che prevede oggi la nostra legge. La destra ha già presentato le sue proposte e al Senato è iniziato l’iter legislativo. Nonostante i paletti indicati dal ministro, siamo molto preoccupati, depotenziare il reato di tortura è un fatto grave. Siamo colpiti dalle immagini di Ilaria Salis in catena ma temiamo che passi indietro su quella norma porterebbero il nostro paese non troppo lontana da quelle pratiche".

Il guardasigilli, nella sua risposta, ha poi evidenziato che "per contrastare l’utilizzo di cellulari in carcere stiamo agendo in due direzioni: quella di potenziare gli strumenti per evitare che vengano introdotti, e quella di dotare di strumenti per individuare l’eventuale uso anomalo".

Il dibattito sulla giustizia si è inasprito anche ieri dopo che il Csm ha bocciato con una parere l’abolizione dell’abuso d’ufficio coi parlamentari del centrosinistra nuovamente sul piede di guerra.