"Rubò luce per 5 euro". Imputato viene assolto dopo iter durato tre anni

L’uomo era accusato di un prelievo illecito di elettricità in un condominio. Nessun riscontro sull’identificazione dell’autore per mancanza di telecamere. .

"Rubò luce per 5 euro". Imputato viene assolto dopo iter durato tre anni

"Rubò luce per 5 euro". Imputato viene assolto dopo iter durato tre anni

Il furto fu iscritto nel registro delle notizie di reato il 2 novembre 2021: danno contestato, 5 euro. A tanto ammontava il valore del prelievo illecito di luce in un condominio in via Vico, fatto grazie a un allacciamento abusivo. E se poca energia è stata rubata nel palazzo, tanta, in proporzione, ne è stata invece sottratta agli uffici giudiziari, che hanno dovuto seguire l’intero iter dalle indagini preliminari fino al processo di primo grado, arrivato martedì a conclusione. L’imputato, un 59enne italiano, con la recidiva specifica infraquinquennale, è stato assolto dall’accusa di furto aggravato dall’essere ricorso a un mezzo fraudolento, con la formula "per non aver commesso il fatto": secondo il giudice Stefano Catellani, non fu lui, nel periodo settembre-ottobre 2020, ad allestire quell’impianto illegale segnalato dall’amministratore condominiale e a usare la luce ‘a scrocco’. Il sistema consisteva in un filo volante collegato a un punto luce e in un allaccio fatto tramite spellamento dei cavi al contatore: un marchingegno che, secondo l’iniziale ricostruzione accusatoria, serviva ad alimentare la cantina e l’appartamento in cui il 59enne risultava locatario. Nell’ultima udienza è stato ascoltato anche l’amministratore di condominio che sporse denuncia in questura il 30 novembre 2020: mise nero su bianco che cinque giorni prima alcuni residenti del palazzo gli segnalarono la presenza di un filo elettrico collegato al contatore condominiale, che sembrava finire in quello dell’affittuario poi finito a processo. L’appartamento aveva il contatore disabilitato ed era di proprietà di un uomo che a sua volta sollecitò l’amministratore. Il giorno dopo un elettricista fece un sopralluogo, confermando la presenza di un impianto abusivo che sembrava al servizio del 59enne. Tuttavia non fu possibile trovare ulteriori riscontri sull’identificazione dell’autore per la mancanza di telecamere nel condominio. Ma poi sono emersi dubbi anche sulla responsabilrità dello stesso imputato: pare, infatti, che l’appartamento in cui lui viveva fosse in uso anche a un’altra persona non identificata. Queste circostanze hanno alla fine indotto non solo l’avvocato difensore Giovanni Tarquini, ma anche la Procura, a chiedere l’assoluzione, poi disposta dal giudice Catellani. Il percorso complessivo, dal momento della denuncia alla sentenza di primo grado, è durato oltre tre anni a fronte di un danno stimato in 5 euro.