Tarquini piace ai cattolici. L’ateo Massari non convince. L’avvocato conquista consensi

Le grandi manovre in vista delle elezioni: una fetta della Chiesa pronta a sostenere il civico. Il retroscena: Prodi e il Pd corteggiarono il penalista prima del centrodestra, ma lui disse "no". .

Tarquini piace ai cattolici. L’ateo Massari non convince. L’avvocato conquista consensi

Tarquini piace ai cattolici. L’ateo Massari non convince. L’avvocato conquista consensi

Da Prodi ad una fetta della Chiesa che conta. Il profilo di Giovanni Tarquini piace e stuzzica molti cattolici che potrebbero virare proprio su di lui alle urne, abbandonando il Pd. A maggior ragione ora che l’avvocato – a meno di clamorosi colpi di scena e dietrofront della coalizione targata Fratelli d’Italia – non correrà come candidato di centrodestra. La discesa in campo di Tarquini come puro civico, almeno per il momento, preoccupa non poco il Partito Democratico.

Se Lega e Forza Italia – i cui vertici locali hanno espresso a chiare lettere il gradimento e una volontà di appoggiare Tarquini rompendo il patto – dovessero sancire un’alleanza ‘forzata’, su diktat dei dirigenti nazionali, con Fd’I (con candidato ipotetico Alessandro Aragona, il più accreditato alla designazione del partito della fiamma tricolore), ci sarebbe molta più dispersione di voti. Tarquini a quel punto potrebbe guadagnare molti voti al centro e degli scontenti di sinistra. Ma anche dei cattolici che hanno storto il naso dopo la prima uscita di Marco Massari, candidato unitario del Pd, il quale ha dichiarato apertamente di essere ateo, da buon (ex) comunista della prima ora.

Ci sono clamorosi retroscena sulla figura di Tarquini. Dopo il ‘no’ del primario Francesco Merli – il vero prediletto dell’area di Graziano Delrio – e prim’ancora che Tarquini diventasse un’idea del centrodestra, c’è stato un tentativo proprio dei Dem. Si era persino mosso Romano Prodi, compagno di scuola e amico di Giancarlo Tarquini – compianto ex magistrato reggiano e papà di Giovanni. L’ex premier e padre dell’Ulivo ha sentito e incontrato Tarquini per chiedergli la disponibilità a stare col Pd, ricevendo però un secco "no". Così come anche il segretario provinciale Massimo Gazza aveva provato a sondare il terreno per convincerlo.

Ma c’è di più. I vertici di Azione Cattolica si sono interessati al progetto di Tarquini, al quale starebbero pensando di garantire un appoggio. Una volontà manifestata in più di un’occasione, in vari summit che si sono tenuti in queste settimane con il penalista. Mosse dietro le quinte, anche perché ufficialmente la Chiesa non darà mai indicazioni di voto, a maggior ragione nella settimana in cui è esploso il caso delle lettere firmate dall’arcivescovo Giacomo Morandi che invita chi ha incarichi diocesani a separare gli ambiti e a dimettersi qualora volesse candidarsi alle elezioni. Ma si sa che la Chiesa non è (e mai lo sarà) così avulsa dalla politica. Movimenti che confermerebbero come ci sia in atto una spaccatura nell’area cattolica dei democratici; non tutti infatti sarebbero convinti in toto di Massari.

Il Pd teme Tarquini alle urne. E paradossalmente avrebbe preferito che fosse lui il candidato unitario del centrodestra (o quantomeno che Lega e Forza Italia lo appoggiassero) per ’etichettarlo’ facilmente come "nemico" in campagna elettorale. Da civico invece dovrà stare attento a non rompere certi equilibri sui temi cari ai cattolici.