Il top gun di Reggio: "In volo con le Frecce porterò il Tricolore. Ho coronato un sogno"

Il capitano Emanuele Bernuzzi nella pattuglia acrobatica dell’Aeronautica: "In cielo viaggiamo vicinissimi, la nostra forza è la fiducia nei compagni"

Montecchio (Reggio Emilia), 18 marzo 2024 – Reggio Emilia, in campo aeronautico, ha una bella tradizione, ma che un reggiano, per la precisione di Montecchio, potesse entrare nella squadra delle Frecce Tricolori fino all’anno scorso poteva essere soltanto un’utopia. E invece Emanuele Bernuzzi, 30 anni, ce l’ha fatta ed è proprio il caso di dire così, perché lui il volo l’aveva in testa da quando aveva 14 anni, da quando un giorno disse a mamma Loretta che voleva fare il pilota d’aereo.

Le evoluzioni ad alta quota delle Frecce Tricolori e, nella fotina,  il capitano Emanuele Bernuzzi a bordo dell’Aermacchi MB-339
Le evoluzioni ad alta quota delle Frecce Tricolori e, nella fotina, il capitano Emanuele Bernuzzi a bordo dell’Aermacchi MB-339

Ora Emanuele ha coronato il suo sogno, è capitano dell’Aeronautica Militare e il primo di maggio debutterà nella pattuglia acrobatica nazionale a Rivolto, sopra la base del gruppo, in Friuli-Venezia Giulia. Bernuzzi è stato ospite del Panathlon reggiano, nella serata a lui dedicata sotto la guida del presidente Enrico Prandi e del cerimoniere Paolo Panciroli, alla presenza del sindaco Luca Vecchi, dell’assessore Raffaella Curioni e del vice questore vicario Sandro De Angelis, alla prima uscita ufficiale. "La mia è soprattutto passione – dice il capitano Bernuzzi –, ho sempre sognato di fare il pilota e a 14 anni me ne sono andato da casa per entrare nell’istituto tecnico aeronautico Francesco Baracc a di Forlì. Da lì ho iniziato gli studi specialistici, poi il brevetto di pilota, l’ingresso nell’Accademia Aeronautica di Pozzuoli, la specializzazione negli Usa".

Laureandosi con una tesi… reggiana.

"Sì, una tesi su un aereo da caccia prodotto alla fine della guerra, il Reggiane RE 2005".

E ora?

"Sono entrato nel gruppo delle Frecce Tricolori alla fine dell’anno e ho iniziato l’addestramento che arriva fino a maggio. Da maggio parte la stagione delle manifestazioni e a ottobre ripartono gli addestramenti".

Ci fornisce qualche dato?

"In dotazione abbiamo l’Aermacchi MB-339 di fabbricazione italiana, un velivolo super collaudato negli anni. Le figure che facciamo sono standard, la velocità dell’aereo va dai 200 ai 600 chilometri all’ora e il velivolo non ha grande autonomia, diciamo un paio d’ore. Così quest’anno andremo negli Stati Uniti e in Canada, ma lo faremo a tappe, passando dall’Olan da, dall’Islanda e dalla Groenlandia".

Come è composto il gruppo? "Nove velivoli che viaggiano in formazione fissa, io sono ‘Pony 7’, più un solista e il comandante che ci dà informazioni o consigli da terra. In alcune figure viaggiamo a meno di due metri uno dall’altro, ma la nostra forza è questa. Fiducia cieca nei compagni di volo, sia in aria, sia a terra".

Adrenalina, timori?

"Adrenalina sì, perché fisicamente nelle accelerazioni più violente si sviluppa una forza di sei volte superiore al peso del pilota. Timori no, li annulliamo con tante esercitazioni, anche due o tre voli al giorno. Il rischio c’è sempre, se non lo vuoi devi restare a terra".

È stato impegnato anche in azioni belliche?

"No, siamo stati in Romania, in zone limitrofe a Russia e Ucraina, per il controllo della difesa dello spazio aereo, cosa che fa cciamo in Italia e nei Paesi Nato ma gari meno organizzati. Ma non ci sono stati problemi".

Quante ore di volo ha raggiunto?

"Sono a circa 900 ore di volo e in quello che faccio l’esperienza conta molto".

Dal Panat hlon di Reggio Emilia ha ricevuto copia del primo Tricolore, sensazioni?

"Un bel Tricolore, noi che in cielo riusciamo a disegnare con le scie il più lungo Tricolore del mondo: lo porterò con me nei prossimi voli".