Tutela delle querce. Nasce un comitato: "Dovranno motivarci gli abbattimenti"

Il gruppo si è costituito negli ultimi giorni dopo due casi . È formato da cittadini ed esperti: agronomi, botanici e geometri.

Tutela delle querce. Nasce un comitato: "Dovranno motivarci gli abbattimenti"

Tutela delle querce. Nasce un comitato: "Dovranno motivarci gli abbattimenti"

Un abbraccio alle querce. Piante-simbolo di forza, ma a volta indifese: rischiano il taglio, o già non esistono più. Non è solo un gesto protettivo, ma anche di tutela sul piano legale, fino a chiedere giustizia, se è il caso, in tribunale. È il senso del nuovo comitato di cittadini, e anche di tecnici e specialisti, che si è costituito in questi giorni, dopo le polemiche sorte. Un caso riguarda Coviolo, dove insegnanti e studenti dell’istituto Zanelli, nonché un gruppo di residenti, si sono schierati contro l’abbattimento di una farnia (quercus robur), la tipica quercia di pianura, con un tronco largo quasi due metri ed età superiore ai 60 anni. È stata avviata una petizione, aveva fatto sapere il botanico Ugo Pellini, che in pochi giorni ha raccolto duecento firme, contro la decisione presa dalla Provincia. Da Palazzo Allende avevano replicato che l’albero "non è tutelato dagli strumenti urbanistici, cartografici e ambientali del Comune capoluogo e non è inserito tra gli alberi monumentali censiti dalla Regione". E che "nella realizzazione della nuova palestra del Motti la Provincia prevede di piantumare un numero ben maggiore di alberi rispetto a quelli che purtroppo sarà necessario togliere per realizzare nel rispetto dei vincoli del Pnrr, anche temporali, un impianto di cui il polo scolastico di via Fratelli Rosselli e le società sportive hanno bisogno". Il consiglio comunale ha poi approvato con voto unanime un ordine del giorno presentato dai consiglieri Fausto Castagnetti (Pd) e Paolo Burani (Europa Verde) contro il taglio della farnia.

L’altro caso riguarda l’abbattimento, già avvenuto, di cinque querce in via Pilastrello a San Martino: secondo giardinieri ed esperti potevano essere salvate; anche in questo caso Burani è intervenuto esprimendo perplessità. Ora, per entrambi i casi si è formalmente costituito un comitato: "Lo scopo è quello di salvaguardare l’ambiente ed in particolare evitare l’abbattimento di alberi non giustificato dai fatti e dalle norme a tutela del verde", spiega la referente, l’avvocato Raffaella Pellini. Questa nuova realtà raggruppa persone con diversi profili: "Ne fanno parte non solo cittadini che vogliono la tutela dell’ambiente, ma anche persone con cognizioni tecniche: agronomi, botanici e geometri. Queste figure esperte sono in grado di comprendere se le ragioni dell’abbattimento siano o meno giustificate. Poi attraverso la verifica delle eventuali violazioni giuridiche e della normativa sul verde, ci si cittadini si sta organizzando in modo più preciso e tecnico per poter cogliere situazioni di illegittimità degli abbattimenti sia da parte di enti locali che di privati".