Ulivi, la scoperta dei botanici:: "Quelli della nostra zona sono unici, custodi antichi di biodiversità"

QUATTRO CASTELLA I testi storici testimoniano che la presenza di olivi nella zona castellese è documentata sin dall’epoca di Matilde. Esperti...

Ulivi, la scoperta dei botanici:: "Quelli della nostra zona sono unici, custodi antichi di biodiversità"

L’assessore Ivens Chiesi

I testi storici testimoniano che la presenza di olivi nella zona castellese è documentata sin dall’epoca di Matilde. Esperti incaricati dal Comune hanno studiato gli olivi secolari cresciuti sui pendii del castello di Bianello e si è scoperto che hanno caratteristiche tali da costituire un genotipo autoctono unico ("cultivar"). La loro presenza tra l’altro è testimoniata da quadri e planimetrie già nei secoli scorsi (almeno 300 anni secondo la stima delle ceppaie). Acquista quindi rilevanza l’intervento di potatura intrapreso per consolidare "l’opera di riforma e razionalizzazione delle strutture primarie e secondarie e favorire un buon vigore vegetativo e chiome fisiologicamente attive". La "cultivar Bianello", spiegano i botanici, è caratterizzata da uno spiccato portamento "assurgente", con la maggioranza dei rami che si sviluppa in verticale. Attitudine, questa, incentivata dal fatto che gli olivi si trovano a distanza molto ravvicinata gli uni agli altri (anche meno di 2 metri). "Questi olivi sono piante antiche, custodi di biodiversità, testimoni di resilienza e longevità. La loro presenza nel parco del Bianello – spiega l’assessore comunale al Territorio e Paesaggio, Ivens Chiesi – è confermata anche da documenti storici nei quali si fa riferimento alla destinazione a oliveto dell’area in cui si trovano gli esemplari potati. Sui colli le piante hanno trovato quelle condizioni di terreno e di esposizione alla luce che in pratica restituiscono un clima quasi mediterraneo ideale per la presenza e la crescita di un ulivo secolare".