Viaggio a Milano: per non dimenticare la Shoah

Comune, Anpi e comitato gemellaggi visiteranno il Memoriale Binario 21, in occasione del giorno della memoria. Ecco come partecipare

Viaggio a Milano: per non dimenticare la Shoah

Il Memoriale Binario 21 a Milano

Il Comune di Albinea, il comitato gemellaggi, pace e cooperazione internazionale e Anpi Albinea organizzano per domenica 28 gennaio la visita al memoriale della Shoah Binario 21 a Milano. L’iniziativa è stata promossa in occasione del giorno della memoria, ricorrenza che si celebra, ogni anno, il 27 gennaio. Una data scelta per commemorare i milioni di vittime della Shoah. Il programma della visita prevede la partenza in pullman da Albinea (piazza Cavicchioni) alle 8.

Alle 10.30 si terrà la visita, facoltativa, al museo delle culture. Alle 12.30 è in programma il ritrovo in stazione centrale e alle 13 la visita al Binario 21 con guida. Il rientro ad Albinea sarà alle 15. Il costo del trasporto e delle visite guidate sarà di 10 euro a persona (gratuito fino a 14 anni). Le prenotazioni e il pagamento della quota devono essere effettuati entro dopodomani (8 gennaio). È possibile telefonare alla biblioteca comunale di Albinea al numero 0522-590261. L’area dove oggi sorge il memoriale della Shoah di Milano originariamente era adibita alla movimentazione dei vagoni postali e tra il 1943 e il 1945 fu il luogo in cui migliaia di ebrei e oppositori politici furono caricati su vagoni merci, trasportati al sovrastante piano dei binari. Una volta posizionati alla banchina di partenza venivano agganciati ai convogli diretti ad Auschwitz-Birkenau, Mauthausen e altri campi di sterminio e concentramento o ai campi italiani di raccolta come quelli di Fossoli e Bolzano. Il 6 dicembre 1943 partì il primo convoglio di prigionieri ebrei (169 persone e ne tornarono 5), il 30 gennaio 1944 il secondo, entrambi diretti ad Auschwitz-Birkenau. Soltanto 22 delle 605 persone deportate quel giorno sopravvisse.

Tra loro, Liliana Segre. Allora tredicenne: benché così giovane sopravvisse all’amatissimo padre. Tra tutti i luoghi che in Europa sono stati teatro delle deportazioni, oggi il memoriale è il solo a essere rimasto intatto. Esso rende omaggio alle vittime dello sterminio e rappresenta un contesto vivo e dialettico in cui rielaborare attivamente la tragedia della Shoah. Un luogo di commemorazione, ma anche uno spazio per costruire il futuro e favorire la convivenza civile. Il memoriale vuole essere, un luogo di studio, ricerca e confronto. Un luogo simbolo della deportazione degli ebrei e altri perseguitati verso i campi di concentramento e di sterminio. Ma pure di memoria e conoscenza: un centro polifunzionale dove ospitare incontri, dibattiti, mostre per ricordare le atrocità del passato e dove creare occasioni di dialogo e confronto fra le culture e per educare i giovani a superare le barriere linguistiche, culturali, sociali.

Matteo Barca