Capelli impigliati nel bocchettone: “Così ho salvato la bimba in piscina”

Vito Fasano è il gestore del ristorante al residence Lungomare di Misano dove la turista franco-svizzera 12enne aveva rischiato di annegare: "Riabbracciarla è una sensazione unica, saremo legati per sempre"

Il ristoratore Vito Fasano insieme alla turista 12enne a cui ha salvato la vita

Il ristore Vito Fasano insieme alla turista 12enne a cui ha salvato la vita

Rimini, 30 agosto 2023 – L’abbraccio della vita. E’ quello tra Vito Fasano, 47 anni, e la piccola turista franco-svizzera di 12 anni che il pomeriggio del 18 agosto scorso ha rischiato la vita mentre si trovava in vacanza con i genitori al residence Lungomare di Misano, nella cui piscina i capelli della piccola sono rimasti incastrati nel bocchettone della vasca trattenendo la dodicenne sott’acqua per diversi minuti. Momenti terribili che avrebbero potuto portare la turista alla morte se non fosse stato per Vito Fasano, cuoco e gestore del ristorante del Lungomare che per primo è intervenuto tuffandosi in acqua per salvare la vita della ragazzina. Un angelo in carne ed ossa, a cui la dodicenne accompagnata dai genitori nei giorni scorsi ha voluto rendere grazie scambiando "poche parole in italiano, ma dimostrandomi con gli occhi tutta la sua gratitudine", racconta dell’incontro Vito Fasano.

Vito, oggi (ieri, ndr) per lei deve essere una giornata molto speciale.

"È così. Forse una delle più belle della mia vita. Poter rivedere e abbracciare la piccola turista 12enne che neanche 14 giorni fa ha rischiato di morire è qualcosa di indescrivibile".

Come ha saputo che la ragazzina voleva rivederla?

"È stata una sorpresa. Uscita dall’ospedale (dove la piccola era finita in terapia intensiva venendo mantenuta anche in coma farmacologico per diverse ore, ndr) la ragazzina ha espresso con i propri genitori il desiderio di rivedere chi per primo le aveva prestato soccorso nell’attesa che arrivassero i medici del 118. Per me è stato un onore oltre ad una sensazione unica poterla abbracciare. È stato come salvare uno dei miei tre figli".

Un esito felice ma tutt’altro che scontato se non fosse stato per la sua prontezza di spirito...

"In realtà in quei momenti non pensi. Io non ho pensato. Mi sono accorto del pericolo e mi sono subito tuffato in piscina".

Ma cosa è successo quel venerdì pomeriggio di due settimane fa? Quando alle 17 è stata sfiorata la tragedia.

"La piscina quel giorno era piena di bagnanti. Ciononostante l’impianto di aspirazione della vasca era in funzione (i carabinieri sono al lavoro per capire come mai, ndr). La bambina in quel momento stava giocando e si è immersa. In qualche modo, il motore di aspirazione le ha bloccato i capelli, rimasti impigliati in un bocchettone. A questo punto però i bagnanti si sono accorti solo dopo un po’ (urtandola con le gambe) che la dodicenne era incastrata e incapace di riemergere".

E si è scatenato il panico?

"Subito è partito l’allarme. Abbiamo perciò disattivato il sistema di aspirazione e quando l’ho vista lì sott’acqua mi sono immerso per liberarla e riportarla in superficie".

Come stava la bambina quando l’ha tirata fuori dall’acqua?

"Era cianotica, priva di sensi e non respirava. Era una situazione disperata, ma ho cercato di restare lucido e ho iniziato a praticarle le manovre di primo intervento per farle sputare l’acqua dai polmoni".

Dove ha imparato a compiere correttamente la manovra?

"Ho frequentato il corso di primo soccorso quando ho conseguito la patente nautica, ma era la prima volta che mettevo in pratica gli insegnamenti. È andata bene".

Cos’altro ricorda di quei momenti terribili?

"Il sollievo di quando la bambina ha sputato l’acqua e ripreso a respirare. Poi sono arrivati i medici e al resto hanno pensato loro".

L’incontro ora ha sancito quella che potrà diventare una lunga amicizia?

"Oggi (ieri, ndr) è stata mia ospite a pranzo. Saremo per sempre legati".