Finti carabinieri truffano anziana: "Suo figlio ha causato un incidente". Poi le rubano anche la fede nuziale

Un’intera famiglia nel mirino di una banda di malviventi: portati via soldi, orologi e anelli. Figlio e marito convinti ad allontanarsi da casa. La rabbia della donna: "Erano dei veri attori".

Finti carabinieri truffano anziana: "Suo figlio ha causato un incidente". Poi le rubano anche la fede nuziale

Paola Lazzaroni, 76 anni, residente a Rimini in via del Crocifisso, mostra la denuncia presentata in questura

"Pronto? Buongiorno signora, qui è la caserma dei carabinieri di Rimini? C’è suo figlio in casa? Me lo passi subito, deve presentarsi da noi". E’ cominciata in questo modo la truffa ai danni della signora Paola Lazzaroni, 76 anni, residente a Rimini in via del Crocifisso, da una banda di malviventi che è riuscita a irretire la donna con un copione recitato alla perfezione. Una vera e propria sceneggiata, con tanto di finto-maresciallo, finto-avvocato e un racconto confezionato a regola d’arte per convincere i due uomini di casa - il marito e il figlio della signora Paola - ad allontanarsi, lasciando campo libero ai truffatori che alla fine hanno persuaso la 76enne ad aprire la cassetta di sicurezza e a consegnare la fede nuziale, orologi e oggetti di valore come "risarcimento" per un presunto incidente.

Signora Lazzaroni, partiamo dall’inizio.

"Erano le 15.45 di martedì scorso. Io ero in cucina. Ho sentito squillare il telefono e sono andata a rispondere".

Con chi ha parlato?

"Con un uomo. Si è presentato come un carabiniere. Ha chiesto di mio figlio, dicendo che doveva parlargli con urgenza. Lui stava dormendo così sono andato a svegliarlo".

Cosa si sono detti?

"Il sedicente carabiniere ha spiegato a mio figlio che doveva immediatamente recarsi in caserma, insieme al padre. Mi è sembrata una richiesta insolita, anche se poi lì per lì non ci ho dato molto peso. Poi mio figlio mi ha passato nuovamente il cordless ed è uscito di casa insieme a mio marito. Stavolta al telefono c’era un altro uomo che si è qualificato come ‘maresciallo".

Poi cos’è successo?

"Il finto-maresciallo mi ha riferito che il giorno prima mio figlio aveva investito in bicicletta una signora anziana in via Covignano e che ora quella donna era in fin di vita. Ha aggiunto che il figlio della signora era intenzionato a denunciarlo, ma che avrebbe ritirato la querela in cambio di un risarcimento di 6.500 euro per chiudere la questione".

Lei non si è insospettita?

"Sì, ho avuto qualche dubbio, anche perché guardo spesso i programmi televisivi dove si parla delle truffe ai danni degli anziani. Il panico e l’agitazione però hanno prevalso. E se quel carabiniere avesse avuto ragione? Dopo che il maresciallo ha messo giù, sono stata contattata da un’altra persona, che si spacciava per avvocato. Gli ho spiegato che non avevo soldi in casa, ma lui ha detto che avrebbe mandato il suo assistente a prendere preziosi e gioielli come ‘anticipo’"

Quanto ci ha messo l’assistente ad arrivare?

"Pochissimi istanti. Era un ragazzo distinto. Insieme siamo andati ad aprire la cassetta di sicurezza. Gli ho consegnato un orologio Moris degli anni ‘40, un cameo e un anello d’oro. Poi anche la mia fede, dalla quale non mi ero separata in tanti anni di matrimonio. Dopo di che ho tirato fuori dai cassetti altri orologi, un girocollo di perle, una collana in quarzo rosa, degli orecchini e 50 euro in contanti. Dopo aver preso tutto, se n’è andato".

Suo figlio e suo marito non si sono accorti del raggiro?

"I malviventi si erano fatti dare il numero di mio figlio. Sono rimasti con loro al telefono per tutto il tempo, obbligandoli a fermarsi e a rimanere fermi in auto, fuori dal comando di via Carlo Alberto Dalla Chiesa. Quando hanno raggiunto la caserma, gli è stato detto di tornare indietro perché si trattava di una truffa. Poco dopo sono rincasati, insieme a due poliziotti". La famiglia della donna si è rivolta all’avvocato Alessandro Pierotti e ha depositato una denuncia una Questura. Le indagini sono in corso.

Lorenzo Muccioli