Intervista al sindaco: "Aeroporto e Ieg, la cabina di regia dell’anno che verrà"

Il 2023 segnato dalla grande all’alluvione, le strategie future "Investiremo risorse pesanti sul mercato turistico estero". L’eredità di Cagnoni e la politica: "Io democristiano? Perché no".

Intervista al sindaco: "Aeroporto e Ieg, la cabina di regia  dell’anno che verrà"
Intervista al sindaco: "Aeroporto e Ieg, la cabina di regia dell’anno che verrà"

Barnabè

Sindaco Sadegholvaad, cominciamo dall’inizio. Che anno è stato il 2023?

"Difficile".

Perché?

"L’alluvione di maggio è stato l’evento che ha condizionato di più la vita di tutta la Romagna, Rimini compresa. Non solo per i danni in sè, nella nostra città molto attutiti grazie ai tanti investimenti fatti sul bacino idrico nell’ultimo secolo, Psbo compreso. Ma per l’impatto che ha avuto sull’industria turistica: maggio, giugno e in parte luglio hanno sofferto degli effetti di quel tragico evento. Rimini è stata tra le poche località balneari in Italia ad avere un segno positivo a fine anno grazie a un notevole incremento del turismo straniero ma per la costa romagnola, il 2023 è stato sofferto".

A proposito di turismo: novità per il 2024?

"Vorrei non fare previsioni perchè come purtroppo abbiamo visto negli ultimi quattro anni accade sempre qualcosa che scompagina tutti i piani. Diciamo che nella programmazione c’è l’occasione epocale dell’arrivo a Rimini del Tour de France a fine giugno. Dal punto di vista strutturale noi ci giochiamo invece molto sull’aeroporto".

Ecco appunto l’aeroporto: Rimini ha incrementato l’imposta di soggiorno, legando l’aumento proprio al sostegno del ‘Fellini’.

"Si. E’ un impegno. Metteremo risorse robuste già nel 2024 per sostenere campagne straordinarie di promozione turistiche nei Paesi esteri; l’aeroporto è uno degli strumenti privilegiati. Rimini ha una città nuova, ricca di servizi, eventi, ma senza il supporto pieno dell’aeroporto viaggeremo sempre con la terza marcia. Noi vogliamo andare in quinta".

Il discorso dell’aeroporto si incrocia con quello di Ieg. A primavera si rinnova il cda dopo la scomparsa di Lorenzo Cagnoni.

"La scomparsa di Lorenzo è uno dei fatti che più mi hanno toccato nell’anno che se ne va. Ora occorre pensare al futuro della Fiera e per farlo nella maniera migliore bisogna partire dall’eredità che ha lasciato Cagnoni".

E qual è?

"La Fiera è un motore di benessere, lavoro, occupazione, destagionalizzazione fondamentale per tutta la Riviera. Per questo la Fiera non è di un partito o di una lobby di qualsiasi tipo ma un patrimonio di comunità che come tale va pensato e gestito. Negli anni passati qualche inconsapevole o malizioso ha parlato di ‘consociativismo’. No, è al contrario la consapevolezza che quello è un luogo in cui viene prima l’interesse di un territorio piuttosto che di una singola parte di esso".

Una risposta da ‘democristiano’. Lei non ha mai ritenuto questa parola come un’offesa...

"Tutt’altro. E’ la ricerca di equilibrio in un mondo che ormai si sazia solo con due elementi: la velocità che è puro impulso e l’estremizzazione delle posizioni. Cito l’economista Giampaolo Galli: una forte polarizzazione dei giudizi rischia di rendere difficile il funzionamento della democrazia e di portare alla delegittimazione dell’avversario. Mi permetto di aggiungere che l’estremismo è una forma malata di egoismo: imporre i propri desideri senza considerare per nulla le ragioni degli altri".

Il nuovo Pd a trazione Schlein dicono sia movimentista e dunque incline alla estremizzazione politica.

"Non credo. Schlein si muove in un contesto molto difficile, in cui il governo di destra si sta quasi più imponendo per forza culturale che politica in sè. Sta provando a riorganizzare il partito secondo concetti e metodi nuovi: ci vuole tempo. Le Europee saranno certamente un banco di prova ma il giudizio non dovrà, a mio avviso, essere dato solo su quei numeri che ritengo per il Pd saranno superiori a quanto si pensa oggi. No per me invece è decisiva la capacità di incidere nella società. Parliamo troppo poco di sviluppo e impresa e questo non va bene. Anche qui bisognerebbe essere capaci di leggere la società contemporanea e le sue esigenze".

Tre desideri per il 2024?

"Dare una risposta al problema casa grazie al nuovo progetto che abbiamo messo in campo come Comune; non dovere più piangere una donna uccisa o soggetta a qualsiai tipo di violenza; finire al più presto il grande cantiere stradale sulla Statale 16. Sulla capitale della Cultura, per scaramanzia, non dico niente. Spero solo che non prevalgano logiche di vicinanza politica".

Colonna sonora dell’anno che verrà?

"Romagna mia".

Scontata.

"Compie esattamente 80 anni nel 2024. Rinfreschiamo il suo messaggio: noi siamo di qui, ci piace stare qui, tutti insieme".