La truffa dei concerti Artisti e fan bidonati: organizzatore alla sbarra

Willer Dolorati a processo per gli eventi annullati al ’Beat village’ nel 2018. E’ accusato del mancato pagamento dei cachet a musicisti e tecnici.

La truffa dei concerti  Artisti e fan bidonati:  organizzatore alla sbarra
La truffa dei concerti Artisti e fan bidonati: organizzatore alla sbarra

Doveva essere l’estate dei grandi concerti. I ’big’ della musica italiana e internazionale pronti a esibirsi nel Beat village, il maxi villaggio degli eventi allestito alla darsena nel 2018. Ma alla fine la kermesse si era rivelata una vera e propria Caporetto. Uno dopo l’altro, tanti artisti – Renzo Arbore, Vinicio Capossela, Loredana Bertè, Patty Pravo, Tony Hadley, Massimo Ranieri, Ray Wilson dei Genesis, fino ad arrivare ad Al Bano e Romina – avevano dato forfait, segnalando "inadempienze contrattuali", lasciando a bocca asciutta l’esercito dei fan. Risultato: una raffica di concerti annullati e migliaia di biglietti da rimborsare. Nella bufera era finito l’ex ingegnere e consulente aziendale Willer Dolorati (foto nel riquadro), l’uomo che aveva messo in piedi la Dock production srl, la società che si era occupata di mettere in piedi l’ambizioso festival. L’errore, forse, era stato quello di fare il passo più lungo della gamba. Il Beat village era venuto giù come un castello di carte, travolto dall’ondata di polemiche, esplose sopattutto dopo la ‘bomba’ mediatica del mancato concerto di Al Bano.

Gli impresari non era rimasti a guardare e, inferociti, avevano impugnato i contratti sottoscritti dall’organizzazione, presentando esposti e denunce contro Dolorati. Quest’ultimo si ritrova ora a processo, davanti al giudice monocratico di Rimini, accusato di truffa per il mancato pagamento dei cachet di alcuni artisti e di un allestitore. Nella giornata di ieri in tribunale si sono svolte le udienze di due distinti processi che vedono implicato il 66enne promoter del Beat village, che è difeso dall’avvocato Damiano Balestrieri. In un caso, Dolorati è accusato di aver causato un danno economico di circa 14mila euro all’impresario austriaco al quale era stata affidata l’organizzazione del concerto del gruppo Al Mckay’s Earth, Wind e Fire Experience. Insieme al 66enne, alla sbarra, accusato di truffa in concorso c’è anche l’ex socio Paolo Righetti, difeso dall’avvocato Cristian Brighi, limitatamente a questa vicenda. Dolorati, dal canto suo, punta il dito proprio su Righetti, sostenendo che fosse lui a occuparsi dei contratti, mentre quest’ultimo respinge l’accusa al mittenendo affermando di non essersi mai occupato direttamente della gestione degli aspetti riguardanti i pagamenti, rifiutandosi di accompagnare gli artisti in assenza di versamenti. L’avvocato Brighi ha già chiesto per Righetti il proscioglimento per la mancata validità della querela.

Dolorati si è sempre giustificato dicendo di essere diventato "vittima di una trappola che aveva come obiettivo quello di far chiudere il Beat village. Attualmente si trova in carcere, dove sta scontando una condanna definitiva per bancarotta. L’avvocato Luca Nebbia ha avviato il percorso di uscita carceraria attraverso un’istanza per ottenere l’affidamento in prova ai servizi sociali.