Lutto a Rovigo, dal Times alla banca degli Emirati Arabi, poi l’arte e la teologia: si è spenta Mirella Profumo Wright e la sua vita straordinaria

Aveva 94 anni. Originaria di Genova, cittadina inglese, negli anni ‘60 lavorò anche ad Abu Dhabi. Tornata in Italia è stata un’affermata pittrice. Sarà cremata a Copparo (Ferrara)

Mirella Profumo Wright

Mirella Profumo Wright

Rovigo, 03 agosto 2023 - Si è spenta all’età di 94 anni Mirella Profumo Wright. La cerimonia di cremazione avverrà a Copparo (Ferrara) martedì 8 agosto, con partenza alle 8 dall’abitazione di via Fuà Fusinato 13 a Rovigo. Originaria di Genova, cittadina inglese, da moltissimi anni viveva a Rovigo dove aveva portato la residenza e lavorato per molti anni, impartendo lezioni di inglese a moltissimi medici della Ulss Polesana, fino alla morte avvenuta domenica 30 luglio. Era interprete simultanea di convegni scientifici ma la sua vita è stata straordinaria e molto avventurosa, sin da quando era adolescente.

Gli anni della gioventù e la carriera

Durante la guerra, la giovane Mirella fu mandata a vivere dagli zii, Giuseppe Viscardini, noto notaio e la moglie Ilda, ad Occhiobello. Questo è stato un periodo felice per lei durante il quale amava fingere di essere inglese e convincere i negozianti della sua capacità di conversare in inglese. La sua carriera professionale fu impressionante per quegli anni. Iniziò come assistente dell'editore del quotidiano The Times e poi assistente dell'export manager di Elizabeth Arden. Nel giro di pochi anni si risposò e nel 1969 andò con il marito a lavorare ad Abu Dhabi negli Emirati Arabi Uniti. Inizialmente lavorò con i primi computer dove i dati venivano immessi su schede perforate, in seguito lavorò con il Ceo della Banca Centrale di Abu Dhabi. La sua padronanza dell'arabo l'ha resa la scelta naturale per portare banconote di nuova concezione da mostrare alla moglie del Sovrano.

Il ritorno in Italia

È rientrata in patria nel 1983 scegliendo Rovigo per stare vicino ai suoi cari cugini, Wilma, Vanna e Sergio Viscardini e dopo aver conseguito il diploma Tefl inizia una nuova carriera sia come insegnante di inglese (principalmente ai medici dell'ospedale) che come interprete simultanea (i cui rigori di solito attirano solo i più giovani).

La ‘scoperta’ della pittura

Mirella era anche un’artista affermata soprattutto di disegni in acquerello. Ha seguito corsi (anche una volta vivendo negli Stati Uniti per sei mesi) per perfezionare le sue tecniche ed è diventata rinomata per la pittura decorativa su legno. Ha venduto con successo gran parte del suo lavoro e si è anche presa del tempo per insegnare agli altri. Aggiungendo un'altra corda al suo arco, nel 2006, a 77 anni, decide di studiare per tre anni cultura della teologia presso l'istituto evangelico di Padova, conseguendo il diploma con lode.

Il ricordo della figlia

L’unica figlia Patricia racconta alcuni aneddoti e storie relative all’amata mamma: “Conobbe mio padre alla fine della guerra nel negozio di fotografia di mia nonna Olga a Milano. Un affascinante capitano dell'esercito britannico che sposò e con cui visse per tre anni in Inghilterra. Aveva appena 19 anni quando iniziò la sua vita da espatriata. Tre anni dopo sono nata io, ma il matrimonio fallì e venni affidata a mio padre perché aveva un lavoro stabile. Mia madre però rimase in Inghilterra per starmi vicino ed iniziò a lavorare a Londra”. Patricia prosegue: “Mia madre raccontava storie così meravigliose della vita in quel mondo di quei tempi, che, affascinata, mi hanno portata a vivere e lavorare e ad avviare un'attività di successo in Bahrain. È rimasta ad Abu Dhabi dopo la fine del suo secondo matrimonio, un'esistenza non facile per una donna single negli anni ‘70”. In conclusione, la figlia Patricia aggiunge: “I punti di forza di mia madre erano il suo intelletto, la sua capacità artistica, la sua resilienza, la sua determinazione, la sua arguzia, la sua vivacità di pensiero e l'impegno per le amicizie. Ha sempre combattuto per ciò che riteneva giusto. La sua forza di carattere e la sua devozione per me e mia figlia, Merinda, per tutta la sua vita non hanno eguali. Non siamo gli unici a cui mancherà”.