Legge sul ‘fine vita’ al voto in Veneto. Zaia: “Unica regione a trattare questo tema”

Verrà discusso in consiglio regionale martedì (16 dicembre) il progetto ‘Liberi Subito’, proposta di iniziativa popolare dell’Associazione Luca Coscioni. Si temono tiratori franchi in maggioranza. Il governatore: “Io sarò in aula per coerenza”

Venezia, 11 gennaio 2024 – Si giocherà in Veneto la partita più importante sul ‘fine vita’ in Italia. Martedì prossimo, 16 dicembre, il consiglio regionale voterà il progetto di legge popolare ‘Liberi Subito’, presentata dall’Associazione Luca Coscioni. Una proposta di iniziativa popolare che ha raccolto 9mila firme sulle 7mila necessarie. Entro gennaio dovrà esprimersi anche l’Emilia Romagna

Zaia non ha dubbi: “Il Veneto è l'unica regione in Italia a trattare questo tema – spiega il governatore Luca Zaia – a fronte di una richiesta civile e legittima di migliaia di cittadini. Io sarò in aula per coerenza, nella consapevolezza che sarà un voto su un tema etico e non un pronunciamento politico”. Tuttavia, si temono tiratori franchi tra le fila del centrodestra, tradizionalmente cauto sui temi etici.

Luca Zaia sostiene la proposta di legge sul fine vita 'Liberi Subito'
Luca Zaia sostiene la proposta di legge sul fine vita 'Liberi Subito'

Cappato: “Garanzie certe ai malati irreversibili”

“Con la discussione di questa legge – commenta Marco Cappato, attivista dell’Associazione Luca Coscioni –  la Regione Veneto, dopo essere stata la prima in Italia a garantire attraverso il servizio sanitario la verifica delle condizioni di salute per l’accesso al suicidio assistito (come previsto dalla sentenza 242/2019 della Corte costituzionale) senza il bisogno di interessare i tribunali locali, diventerebbe la prima regione a poter decidere regole chiare per dare tempi e garanzie certe ai malati irreversibili per sottrarsi a condizioni di sofferenza insopportabili”.

Morte di Gloria: prima caso veneto

Il primo caso di morte volontaria legale avvenuto in Veneto risale al mese di luglio. La 78enne Gloria (nome di fantasia, scelto per la tutela della privacy) era riuscita a ottenere il farmaco letale solo con l’aiuto di un legale, dopo che nel novembre 2022 l’Asl aveva negato il consenso perché considerava i farmaci antitumorali mirati come trattamento di sostegno vitale.

Alla fine, la donna si è auto somministrata il farmaco il 23 luglio 2023, alla presenza del suo medico di fiducia. Si tratta del secondo caso in Italia, dopo la sentenza della Corte Costituzionale che rende possibile il ‘suicidio assistito' nei casi molto gravi. 

Zaia: “Suicidio assistito? Esiste già”

“Il testo non istituisce la pratica del ‘suicidio assistito’, perché esiste già in virtù di una sentenza in Italia – entra nel merito il presidente Zaia – ma detta unicamente i tempi per dare risposte ai malati terminali. La nostra regione penso sia l’unica a livello nazionale che davanti a una legge di iniziativa popolare con firme raccolte ha l'obbligo di trattare entro sei mesi questa legge”.

Maggioranza divisa

Non sarà un voto scontato quello di martedì prossimo in aula. “Gli stessi consiglieri regionali di maggioranza fanno di tutto per bloccare il loro presidente Luca Zaia sul tema del fine vita, impedendo la discussione della nostra legge di iniziativa popolare Liberi Subito”, sottolinea Cappato. “Proprio per questo noi diciamo, forza Zaia e viva la democrazia fatta di partecipazione e autonomia rispetto alle scelte ideologiche che i partiti cercano di imporre”, conclude Cappato.